Rapporti con organismi internazionali e con le istituzioni italiane

Sul piano nazionale: il Garante deve riferire annualmente al Parlamento e ai Ministri dell’Interno e della Giustizia sull’attività svolta.
Sul piano internazionale: il Garante è il Meccanismo Nazionale di Prevenzione (NPM) istituito dall’Italia in adesione al Protocollo Opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti (OPCAT) e agisce come terminale del Sottocomitato delle Nazioni Unite per la prevenzione della Tortura (SPT), coopera con il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e delle Pene o Trattamenti inumani o degradanti (CPT) e collabora con la Commissione permanente di valutazione e di applicazione dell’acquis di Schengen nel monitoraggio dei rimpatri forzati.

Le funzioni e le competenze del Garante Nazionale comportano l’instaurazione e il mantenimento di specifici rapporti con le istituzioni italiane e con gli organismi internazionali posti a presidio della prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti.

Sul piano nazionale, la legge istitutiva assegna al Garante l’obbligo di trasmettere annualmente una Relazione sull’attività svolta ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, al Ministro dell’Interno e al Ministro di Giustizia. Nel suo regolamento interno il Garante Nazionale ha stabilito di inviare inoltre la relazione annuale al Presidente della Repubblica, anche nella sua funzione di Presidente del Consiglio superiore della magistratura, al Ministro della Salute, al Ministro della Difesa, all’Associazione nazionale dei magistrati e al Consiglio nazionale forense.

Sul piano internazionale il Garante coopera con il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e delle Pene o Trattamenti inumani o degradanti (CPT), organo del Consiglio d’Europa che svolge sul territorio europeo attività di monitoraggio e di controllo delle condizioni delle persone private a qualsiasi titolo della libertà personale e che comprende la cooperazione con le autorità nazionali tra gli elementi centrali della propria attività.

In forza dello specifico richiamo del Protocollo Opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti (OPCAT) siglato a New York il 18 dicembre 2002 e ratificato dall’Italia con legge 9 novembre 2012 n.195, contenuto nel Regolamento del Ministero di Giustizia che definisce struttura e composizione dell’Ufficio, il Garante Nazionale integra in sé il Meccanismo Nazionale di Prevenzione (NPM), ovvero l’apposito organismo indipendente che ogni Paese aderente al Protocollo ha l’obbligo di istituire. L’attribuzione di tale funzione qualifica il Garante come organismo delle Nazioni Unite e ne determina il riferimento nazionale italiano del Sottocomitato delle Nazioni Unite per la Prevenzione della Tortura (SPT, istituito con l’OPCAT per svolgere a livello internazionale l’attività di vigilanza sulle condizioni delle persone private della libertà personale).

Nell’ambito dei compiti e delle funzioni di monitoraggio dei rimpatri forzati, il Garante, individuato come Organo di monitoraggio indipendente dei rimpatri forzati (articolo 8 c. 6 della Direttiva della Commissione Europea 2008/115/CE) coopera con la Commissione permanente di valutazione e di applicazione dell’acquis di Schengen (Regolamenti UE n.1053/2013 del Consiglio 7.10.2013) cui rende periodica relazione sugli esiti dei monitoraggi compiuti.