Comunicati stampa

09 aprile 2021
Garante della Privacy e Garante nazionale: riservatezza per i colloqui detenuti

Roma, 9 aprile 2021

A seguito di diverse segnalazioni relative a episodi nei quali le video-telefonate e i colloqui via Skype delle persone detenute si sarebbero svolti in assenza delle necessarie condizioni minime di riservatezza e, in particolare, in violazione del divieto di controllo auditivo da parte del personale di custodia, il Garante per la protezione dei dati personali e il Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale

richiamano le Direzioni degli Istituti penitenziari e gli operatori addetti al rispetto di alcune essenziali garanzie per la tutela della riservatezza delle persone detenute che accedono a tale modalità di comunicazione o colloquio; 

raccomandano, fatte salve eventuali misure disposte con provvedimento dell’Autorità giudiziaria, di approntare le postazioni di collegamento in maniera tale da consentire al personale di custodia di controllare visivamente a distanza il colloquio, avvicinandosi allo schermo solo per procedere alle necessarie operazioni di identificazione degli interlocutori, senza tuttavia ascoltare la conversazione;

raccomandano che l’accertamento dell’identità del corrispondente avvenga all’inizio e al termine della conversazione con il tempestivo abbandono dell’ambiente di comunicazione per garantire la riservatezza della conversazione.

 

 

09 aprile 2021
Raccomandazione alla Procura di Lecco per l’adozione di un’istanza nell’interesse del professor Carlo Gilardi

Roma, 9 aprile 2021


 
Il 18 marzo il Garante nazionale ha inviato alla Procura del Tribunale di Lecco-Volontaria giurisdizione una Raccomandazione per l’adozione di un’istanza nell’interesse del professor Carlo Gilardi. L’intervento del Garante nazionale nella vicenda trae origine dalla necessità di porre all’attenzione della Procura alcuni profili di rilievo riguardanti la sua Amministrazione di sostegno, aperta dal Tribunale di Lecco nel 2017 e il suo ricovero in Residenza sanitaria assistita (Rsa), al fine di rivedere i provvedimenti adottati a sua tutela e per determinare un più idoneo futuro percorso di supporto.
Il documento parte dal primo risvolto applicativo dei provvedimenti messi in atto dall’amministrazione di sostegno che ha investito le competenze del Garante nazionale. Esso riguarda l’autonomia del signor Gilardi nel processo decisionale circa le proprie scelte esistenziali a fronte delle vicende che lo hanno visto prima soggetto a un’Amministrazione di sostegno sempre più incisiva su tali scelte, per arrivare poi a un ricovero in Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) verso il quale egli ha ripetutamente sollevato obiezioni. Un ricovero che fin dall’inizio si è presentato come una misura dal volto segregante, non solo per la mancanza della preventiva predisposizione di opportunità alternative per Carlo Gilardi, ma anche per la privazione di ogni contatto con l’esterno, apparentemente imposta da quanti lo gestiscono. Tutte le comunicazioni da e verso l’esterno devono infatti passare dal filtro dell’Amministratore di sostegno. Un ricovero indicato inizialmente come temporanea misura per delineare un progetto di ritorno a casa, che si prolunga già da oltre 5 mesi e, per quanto risulta al Garante nazionale, nelle stesse condizioni fortemente incisive sulla tutela dei principi riguardanti l’autodeterminazione e la libertà di compiere le proprie scelte, compreso il diritto al giusto sostegno per esercitare la propria capacità.
Il secondo risvolto che ha determinato l’intervento del Garante nazionale riguarda l’ampiezza del mandato dell’Amministratore di sostegno, estesa, con il decreto del Giudice tutelare del 28 maggio 2020, al potere, attribuito in via esclusiva, di provvedere a tutte le incombenze relative alla cura del soggetto beneficiario sotto il profilo personale e di decidere sulla sua più idonea soluzione abitativa o di ricovero, tenendo conto dei suoi bisogni e delle sue aspirazioni.
A questo riguardo, il Garante nazionale ha segnalato nella sua Raccomandazione alla Procura che le indicazioni provenienti dalla relazione dei Servizi sociali del 5 novembre 2019, assunte a fondamento dell’ampliamento dei poteri dell’Amministratore di sostegno, avrebbero dovuto essere considerate, invece, dal Giudice tutelare e dallo stesso Amministratore di sostegno, per costruire un «progetto di vita» volto a sostenere in maniera idonea il percorso esistenziale di Carlo Gilardi. Un obiettivo che si sarebbe reso certamente possibile attraverso l’attivazione di un servizio pubblico convenzionato di assistenza domiciliare integrata che avrebbe potuto garantire sia una quotidiana assistenza materiale igienico-personale sia una periodica valutazione medica e infermieristica.
Infine, circa il perdurare del ricovero che era stato presentato al signor Gilardi come temporaneo, il Garante nazionale, pur considerando la comprensibile necessità di un lasso di tempo per documentarsi e dare un inquadramento al caso, esprime il proprio stupore, nella Raccomandazione, per il fatto che l’Amministratore di sostegno abbia fatto trascorrere oltre 5 mesi e mezzo dall’ingresso nella Rsa, senza fare alcun concreto accenno alla prospettiva di rientro a casa.
Un tempo che rende ormai improcrastinabile, per il Garante, la predisposizione di un nuovo progetto abitativo e di sostegno che sia rispondente alle aspettative di Carlo Gilardi, con il coinvolgimento del Servizio sociale territoriale e delle reti di prossimità. La mancanza di chiare progettualità volte al recupero di condizioni domestiche e di gestione della quotidianità di Carlo Gilardi, pur con tutte le cautele del caso, determina, infatti, il rischio del protrarsi di un indebito ricovero sine die, con l’evidente lesione della libertà di autodeterminarsi in merito al proprio corpo, alla propria residenza e, in definitiva, alla propria integrità fisica e psichica, configurandosi come una forma di restrizione di libertà sprovvista del fondamento costituzionale.
È per questo motivo che il documento inviato alla Procura dal Garante si conclude raccomandando all’Ufficio del Pubblico Ministero di valutare l’opportunità di esercitare le proprie prerogative per proporre istanza al Giudice Tutelare affinché sia svolta una complessiva rivalutazione del contesto di vita di Carlo Gilardi indirizzata a porre fine al suo ricovero in Rsa e, se del caso, alla revoca o sostituzione dell’Amministratore di sostegno, o quantomeno, alla rivisitazione delle prescrizioni, delle limitazioni e delle soluzioni attualmente disposte, dal momento che esse si sono rivelate inidonee a realizzare la piena tutela del beneficiario e, anzi, hanno integrato la lesione della sua autonomia decisionale nell’ambito dell’esercizio di diritti fondamentali quali l’autonoma scelta della residenza e la piena libertà di comunicare e di stabilire relazioni sociali con altre persone.
Resta chiaro che il Garante nazionale esercita il proprio mandato a tutela dei diritti delle persone private della libertà, qualunque ne sia la fonte di limitazione, vigilando, con tutte le prerogative a esso conferite dalla legge, sulla conformità di ogni misura restrittiva ai principi dettati dalla Costituzione, dalle Convenzioni internazionali, dalle leggi e dai regolamenti.
 

22 marzo 2021
Visita ad hoc del Garante nazionale al carcere di Torino “Lorusso e Cutugno”

Roma, 22 marzo 2021 - Sabato scorso il Presidente del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, si è recato nella Casa circondariale di Torino per incontrare una rappresentanza delle persone ristrette nella sezione femminile che avevano indirizzato nei giorni scorsi una lettera con osservazioni sulla realtà della propria esecuzione penale e con proposte circa la possibilità di ridurre il persistente sovraffollamento.

Nel gruppo che ha interloquito con il Garante nazionale era presente Dana Lauriola, il cui caso è stato recentemente oggetto di attenzione per il negato accesso a misure alternative alla detenzione nonostante la brevità della pena e per le motivazioni poste alla base del diniego. Ovviamente, il Garante nazionale non entra nel merito di tali decisioni. La visita era mirata ad accertare di persona le modalità attraverso cui la finalità costituzionale dell’esecuzione penale viene nel concreto perseguita nella situazione attuale. Le persone detenute presenti all’incontro hanno formulato proposte anche sul piano normativo che è compito del Garante nazionale raccogliere come elemento di comprensione delle difficoltà e delle attese che si avvertono ancor più forti nelle realtà chiuse in questo periodo critico per tutti.

L’occasione della breve visita all’Istituto torinese ha fornito la possibilità di verificare anche la permanenza di condizioni assolutamente inaccettabili nella parte dell’Istituto che ospita persone in osservazione psichiatrica. Più volte il Garante nazionale ha segnalato che le condizioni previste per chi si trova in condizioni di disagio psichico, spesso molto rilevante, all’Interno della sezione prevista non sono rispettose né della dignità e della sofferenza delle persone coinvolte, né della dignità di coloro che operano nella sezione con compiti di garanzia e sicurezza in una situazione di grave difficoltà. Il Garante ha preso atto della chiusura ormai da mesi di un ambiente riportato alla luce della cronaca torinese nei giorni scorsi, così come è stato informato della previsione di lavori di risistemazione della sezione. Per questi ultimi ha chiesto oggi con lettera all’Amministrazione di essere informato sui tempi di realizzazione e sulle specifiche progettuali al fine di assicurarsi che i lavori non comportino una ulteriore restrizione dei già angusti spazi di ciascuna stanzetta di pernottamento.

Su questo attende un riscontro rapido perché non si può rispondere all’emergere di una situazione soggettiva patologica con condizioni che offendono la dignità della persona.

 

 

19 marzo 2021
Raccomandazione del Garante nazionale come intervento diretto a una rivalutazione delle condizioni di vita di Carlo Gilardi

Roma, 19 marzo 2021 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, sulla base degli elementi emersi da una prima fase di approfondimenti effettuati, ha trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco – Volontaria giurisdizione una Raccomandazione, indirizzata all’Ufficio del Pubblico Ministero diretta a stimolare una rivalutazione della posizione del signor Carlo Gilardi. Dodici pagine di osservazioni sulla situazione che si è venuta a creare, con l’auspicio che si esplorino tutte le vie che possano favorire il raggiungimento di un progetto di vita rispondente alle aspettative di Carlo Gilardi, in linea con le previsioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Nei prossimi giorni il Garante nazionale renderà noti gli aspetti della propria valutazione.

 

18 marzo 2021
Cordoglio del Garante nazionale per la scomparsa di Franca Berti.

Il Garante Nazionale si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franca Berti e ringrazia per l'impegno profuso, in questi anni, quale Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bolzano.

 

 

15 marzo 2021
Il Garante nazionale incontra i Capi dei due Dipartimenti responsabili dell’esecuzione penale

Roma, 15 marzo 2021 – Il Garante nazionale Mauro Palma ha incontrato oggi i due Capi Dipartimento responsabili dell’esecuzione penale, rispettivamente dei minori e degli adulti: Gemma Tuccillo per la Giustizia minorile e di comunità e Dino Petralia per l’Amministrazione penitenziaria. Entrambi gli incontri sono stati finalizzati a una comune valutazione della situazione attuale negli Istituti penitenziari e nelle diverse strutture di comunità, sia sotto il profilo sanitario che sotto quello delle presenze e degli spazi disponibili.

Come è noto, il problema dell’affollamento non riguarda gli Istituti penali minorili, mentre coinvolge ampiamente quelli per adulti. Per questi ultimi permane indifferibile la necessità di spazi appropriati ad affrontare ogni evenienza. Ciononostante, i numeri del contagio tra persone detenute sono tuttora sotto controllo, soprattutto in relazione al numero di coloro che presentano sintomi; più alti quelli degli operatori. Acquisito ormai il principio secondo cui una comunità ristretta deve essere vaccinata nella sua totalità, senza distinzione tra chi è ospite e chi vi lavora, il piano per i vaccini procede in quasi tutte le regioni, seppure a ritmi diversi e secondo le accelerazioni e i rallentamenti che coinvolgono l’intero Paese.

Gli incontri sono stati l’occasione per un confronto sulla riflessione ampia relativa alla finalità di ogni esecuzione penale che gli interventi della Ministra della giustizia hanno nuovamente posto come priorità culturale e operativa. In questo, la riaffermata convergenza del Garante nazionale con gli obiettivi delle due Amministrazioni è di auspicio per uno sviluppo che coniughi il miglioramento delle condizioni di lavoro di chi negli istituti opera con l’assoluta garanzia di tutela dei diritti delle persone ospitate. Da qui, la speranza del Garante nazionale di proseguire il percorso intrapreso con gli attuali Capo e Vicecapo delle due Amministrazioni, mantenendo il proprio indipendente punto di vista, anche critico, ma sempre caratterizzato dal reciproco riconoscimento istituzionale e dal comune orientamento costituzionale della propria azione. Oggi ribadito.

 

01 marzo 2021
Cordoglio del Garante nazionale per la morte degli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria Antonio Maiello, Giuseppe Matano e Angelo De Pari

Roma, 1 marzo 2021 - La notizia delle morti per Covid, avvenute nel giro di pochi giorni, dell’Ispettore Antonio Maiello, del sostituto Commissario Giuseppe Matano e dell’Assistente capo coordinatore Angelo De Pari, tutti operatori di Polizia penitenziaria, colpisce il Garante nazionale, che ancora una volta vuole esprimere la propria vicinanza agli uomini e alle donne del Corpo, chiamati a svolgere un lavoro complesso e delicato, che l’emergenza sanitaria ha reso ancora più difficile.

Un lavoro non sempre riconosciuto a cui il Garante nazionale ha voluto dare il giusto riconoscimento nel presentare la propria Relazione al Parlamento nel giugno scorso: «Accanto alla doverosa riconoscenza verso gli operatori sanitari espressa da voci più autorevoli della mia – ha detto Mauro Palma – aggiungo quella verso coloro che hanno permesso la continuità della presenza istituzionale nei luoghi di detenzione, penale o amministrativa, non sempre destinatari di un’effettiva riconoscenza».

Fin dall’inizio del suo manifestarsi, il Garante nazionale ha monitorato con attenzione il diffondersi dell’epidemia all’interno degli Istituti penitenziari, tenendo accesi i riflettori su questi luoghi chiusi e sui rischi intrinsecamente insiti in essi. Ha reso noti, attraverso i suoi Bollettini, i numeri e la realtà di quanto accadeva oltre i muri. Ha chiesto interventi per rallentare la diffusione del virus, attraverso la tutela dei lavoratori all’interno degli Istituti e la diminuzione della densità delle persone all’interno del carcere al fine di poter affrontare con adeguati spazi e mezzi l’insorgere di una eventuale emergenza interna. E, con l’arrivo dei vaccini, ha sostenuto l’esigenza di immunizzare tutti coloro che in carcere operano e vivono: l’innegabile contenimento dell’epidemia negli Istituti penitenziari, se si paragona con quanto è accaduto in altre strutture chiuse, non può essere utilizzata come giustificazione per un ritardo nella protezione degli operatori, assicurata in altri contesti, da quelli sanitari a quelli dell’istruzione.

Il Garante nazionale esprime il proprio cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie degli operatori penitenziari deceduti e rinnova il proprio riconoscimento per il lavoro svolto al servizio della comunità.

 

 

 

19 febbraio 2021
Incontro della Ministra della Giustizia con il Garante nazionale

Roma, 19 febbraio 2021

Questa mattina Marta Cartabia, Ministra della Giustizia ha incontrato il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale negli Uffici romani del Garante stesso.

L’incontro, a cui erano presenti il Presidente Mauro Palma e una componente del Collegio, Daniela de Robert, è stata anche una prima occasione per riaffermare la comune volontà di collaborazione e di un avvio del suo positivo sviluppo. Oltre che per ribadire alla Ministra gli auguri per il suo nuovo importante impegno per il Paese.

La visita è stata anche occasione per conoscere coloro che lavorano nell’Ufficio del Garante nazionale, a partire dal Direttore Domenico Schiattone, e che erano presenti nel momento di questa ‘visita a sorpresa’.

 

 

05 febbraio 2021
Intervista a Mauro Palma Fondazione AIGA (Tommaso Bucciarelli).

Mauro Palma: "Corso di alta formazione in Diritto Penitenziario e Sociologia della pena della Fondazione AIGA (Tommaso Bucciarelli)".

 

04 febbraio 2021
Approvazione Progetto Fami: “Implementazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati”

Il 6 ottobre del 2020 il Garante nazionale ha firmato la Convenzione di sovvenzione per l’erogazione dei fondi relativi al progetto “Implementazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul Fondo Asilo Migrazione Integrazione (FAMI) 2014/2020 del Ministero dell’Interno. Il progetto, del valore complessivo pari a 943.350,00 euro, costituisce la naturale prosecuzione del precedente progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” conclusosi positivamente lo scorso 28 febbraio 2020. A breve saranno avviate le relative attività progettuali, compresa la selezione degli esperti necessari per la realizzazione del progetto la cui conclusione è prevista per il 30 settembre del 2022.