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Covid-19

18 dicembre 2020 - n. 8

Continuano le visite del Garante nazionale ai diversi luoghi di privazione della libertà. Nei giorni scorsi, tre delegazioni hanno visitato in parallelo la Val d’Aosta e la parte orientale del Friuli-Venezia Giulia, monitorando strutture differenti per ambito, tipologia e motivazione della privazione della libertà. Luoghi diversi tra loro, ma accomunati da un unico punto di osservazione, quello della tutela dei diritti: quelli incomprimibili della persona, quelli di cittadinanza non direttamente toccati nella possibile espressione dalla contingente situazione di privazione della libertà e quelli soggettivi specifici di chi vive tali situazioni.

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punto 7
Covid-19

9 dicembre 2020 - n. 7 

Come evidenziato in un comunicato stampa di qualche giorno fa, il Garante nazionale ha ripreso le proprie visite regionali, iniziando da una parte del territorio dell’Emilia-Romagna – quella del settore occidentale. Le visite specifiche non sono mai state interrotte in questi mesi di pandemia, proprio perché la gravità della situazione richiedeva di non diminuire la presenza anche fisica degli organi di controllo all’interno delle molte e differenti strutture dove la libertà personale era privata. Tuttavia, questa visita dei primi di dicembre non ha avuto la caratteristica di limitarsi a una sola struttura, ma ha avviato nuovamente quel modello che ha sempre connotato le azioni di monitoraggio e vigilanza del Garante nazionale: visitare in una parte omogenea di territorio strutture di tipo diverso dove le persone sono private della libertà a causa di motivi totalmente distanti l’uno dall’altro (chi in ragione di quanto commesso, chi sulla base della propria irregolarità amministrativa, chi sulla base della propria fragilità personale) e individuare sia i problemi specifici di ciascuna, sia le connessioni che le tengono insieme per quanto riguarda l’effettività dei diritti delle persone.

 

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punto 6
Covid-19

28 novembre 2020 - n. 6 

Come l’immagine che Giuseppe Arcimboldo fece dell’avvocato, del capitano, del giurista, anche l’immagine delle attività del Garante nazionale può essere pensata composta di più cose, molte delle quali anche non belle, ma che comunque danno la fisionomia complessiva della sua attività

Qualche doveroso numero del sistema penale

Nonostante i numeri della diffusione del contagio in carcere siano – giustamente – resi noti dal Ministero della giustizia sul proprio sito, non vogliamo deludere coloro che affidano a questa nostra più o meno settimanale pubblicazione l’informazione sull’andamento della diffusione del virus: oggi le persone detenute positive sono 882 e sono distribuite in 86 Istituti (sul totale di 192 strutture penitenziarie). Un numero alto – è vero – ma che va posto in relazione al fatto che, di esse, soltanto 65 presentano sintomi e 27 tra costoro sono trattate in ospedale. La valutazione complessiva è sostanzialmente non allarmante dal punto di vista strettamente medico, ma è invece da guardare con evidente preoccupazione dal punto di vista della gestione, sia per la necessità di spazi e, quindi, di una minore ‘densità’ delle persone ristrette e dunque di un numero di persone detenute sensibilmente minore, sia per l’incidenza che il contagio ha sugli operatori penitenziari, il cui numero di positivi è attorno al migliaio, e che si deve misurare con un organico sempre al di sotto di quanto formalmente previsto.

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Rapporti

16/04/2020
Rapporto sulla visita regionale in Sardegna

Il 23-24-25-26-27 Giugno 2019 Garante nazionale ha effettuato una visita tematica della durata di cinque giorni nella regione Sardegna.

16/04/2020
Rapporto sulla visita regionale in Calabria

Il 9-10-11-12-13 Settembre 2018 Garante nazionale ha effettuato una visita della durata di cinque giorni nella regione Calabria.

14/11/2018
Rapporto sull'attività di monitoraggio delle operazioni di rimpatrio forzato di cittadini stranieri (Dicembre 2017 - Giugno 2018)

Si pubblica il rapporto relativo alle attività di monitoraggio delle operazioni di rimpatrio forzato di cittadini stranieri effettuate tra il mese di dicembre 2017 e il mese di giugno 2018.