Progetto "Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati"

Obiettivo del Progetto è di rafforzare la tutela dei diritti dei cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione o respingimento.

In particolare, il Progetto intende dotare il Paese di strumenti e competenze aggiuntivi per svolgere al meglio il compito di monitorare le operazioni di rimpatrio forzato.

Tale compito è stato attribuito, come previsto dalla Direttiva 115/2008, al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale quale organo parte del Meccanismo nazionale di prevenzione (NPM) previsto dal Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (OPCAT).

Il Progetto, del valore di 799.168,82 euro e della durata di 30 mesi, viene sviluppato dal Garante nazionale, che ne rappresenta l’unico beneficiario finale, ed è finanziato dal Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020 (Fami), cofinanziato dalla Commissione Europea e dallo Stato italiano e gestito dal Ministero dell’Interno.

Le attività da realizzare e in parte già realizzate, nell’ambito del Progetto sono:

  1. Monitoraggio delle procedure di rimpatrio forzato
  2. Raccolta delle informazioni e realizzazione di una piattaforma informatica per la registrazione e l’analisi di informazioni relative alle operazioni di rimpatrio forzato
  3. Formazione ulteriore sul piano della competenza tecnica e linguistica della squadra di monitor del Garante nazionale
  4. Informazione, formazione e confronto con i vari stakeolder coinvolti nelle operazioni di rimpatrio forzato
  5. Selezione di un pool di esperti specializzati nelle materie che riguardano l’attività di monitoraggio: sanitaria, giuridica, mediazione linguistica-culturale-tutela dei diritti umani
  6. Iniziative di comunicazione e sensibilizzazione
  7. Realizzazione di due video multimediali
  8. Redazione di Linee guida nazionali sul monitoraggio dei rimpatri forzati

Per la realizzazione del progetto il Garante nazionale ha siglato una serie di accordi con i Garanti regionali al fine di costituire un sistema nazionale di monitoraggio basato sulla reciproca collaborazione e sulla messa a disposizione di risorse umane per la costituzione di una rete capillare sul territorio nazionale. Hanno sinora aderito alla rete nazionale di monitoraggio: i Garanti regionali di Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana. In forza di uno specifico accordo di collaborazione con il Garante regionale del Piemonte, sottoscritto anche dal Garante nazionale, partecipa altresì al progetto il Garante comunale di Torino.

Sul piano dell’intensificazione dell’attività di monitoraggio (che era iniziata già nel 2016) a un anno dalla data di avvio del Progetto sono state monitorate una dozzina di operazioni di rimpatrio forzato, verso la Tunisia o verso la Nigeria. A questi numeri vanno aggiunti anche i monitoraggi effettuati nelle fasi di “pre-partenza” e “pre-ritorno” che, in alcuni casi, sono stati condotti in collaborazione con i rappresentanti dei Garanti regionali.

Ultimo aggiornamento:
03/08/2018