Primo piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza 2018-2020 del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale

Premessa

La legge 3 agosto 2009 n. 116 ha ratificato ed eseguito la Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dalla Assemblea Generale dell’ONU il 31 ottobre 2003 con risoluzione n. 58/3, firmata dallo Stato italiano il 9 dicembre 2003. Successivamente la legge 6 novembre 2012 n. 190 ha sancito le disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, individuando, tra l’altro, in ambito nazionale, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). L’articolo 19 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 ha quindi trasferito interamente alla suddetta Autorità le competenze in materia di prevenzione della corruzione e della promozione della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni. Nel 2016 l’ANAC ha predisposto il primo Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), in linea con le rilevanti modifiche normative introdotte dal decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 97 ‘Recante revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012 n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015 n. 124 in materia di organizzazione delle amministrazioni pubbliche’. Infine, con delibera n. 1208 del 22 novembre 2017, l’ANAC ha approvato l’aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione. Il PNA è un atto di indirizzo per le Amministrazioni, ha durata triennale ed è aggiornato annualmente. Esso contiene quindi indicazioni che impegnano le Amministrazioni allo svolgimento di attività di analisi della realtà organizzativa nella quale si svolge l’attività di esercizio della funzione pubblica e l’attività di pubblico interesse esposta a rischio di corruzione, all’adozione di concrete misure di prevenzione della corruzione, secondo un principio non meramente formale e adempitivo della normativa, ma volto a rafforzare il raccordo tra misure anticorruzione e misure di miglioramento delle amministrazioni e della performance degli uffici e dei funzionari pubblici. L’ANAC, nel guidare verso questo percorso virtuoso, non impone soluzioni uniformi, invitando le singole Amministrazioni a declinare in concreto le misure anticorruzione previste per prevenire i rischi nello specifico contesto organizzativo, pur nell’ambito di procedure di analisi il più possibile standardizzate. Occorre nondimeno rammentare che i contenuti e le raccomandazioni elaborati dall’ANAC nei PNA sono strettamente funzionali all’attuazione – cui è tenuto anche lo Stato italiano – degli adempimenti previsti nelle sedi internazionali quali l’ONU, l’OCSE, il G20, l’Unione europea, il Consiglio d’Europa. A tal proposito, la nozione di corruzione va intesa in senso ampio, e non meramente coincidente con lo specifico reato di corruzione, intesa come “…assunzione di decisioni (…) devianti dalla cura dell’interesse generale a causa del condizionamento improprio da parte di interessi particolari. Occorre cioè avere riguardo ad atti e comportamenti che, anche se non consistenti in specifici reati, contrastano con la necessaria cura dell’interesse pubblico e pregiudicano l’affidamento dei cittadini nell’imparzialità delle amministrazioni e dei soggetti che svolgono attività di pubblico interesse” (aggiornamento 2015 al PNA). Le linee guida dell’ANAC danno inoltre atto dell’intervenuto rafforzamento del concetto di ‘trasparenza’, come valore di principio che caratterizza l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni e i rapporti con i cittadini. Su tale presupposto è stata rafforzata la figura del Responsabile della prevenzione e della corruzione (RPC), essendo stato unificato in capo allo stesso soggetto l’incarico della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT). Di conseguenza è stato unificato in un solo strumento il Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT).

Il contesto di riferimento del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale

L’articolo 7 del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale (Garante nazionale) e gli ha attribuito il compito di vigilare affinché la custodia delle persone sottoposte alla limitazione della libertà personale sia attuata in conformità alle norme nazionali e alle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia.
Il Garante nazionale è costituto in Collegio, composto dal Presidente e due membri, scelti tra persone non dipendenti delle pubbliche amministrazioni; essi sono nominati, previa delibera del Consiglio dei Ministri, sentite le competenti Commissioni parlamentari, con decreto del Presidente della Repubblica. Con decreto del Presidente della Repubblica del 1 febbraio 2016 è stato nominato il Presidente del Garante nazionale, prof. Mauro Palma, e un componente del Collegio, l’avv. Emilia Rossi; il 3 marzo 2016 è stato nominato l’altro membro del Collegio, la dottoressa Daniela de Robert.
Il Garante nazionale è un Organo indipendente ed è stato indicato dalle Autorità italiane come Meccanismo nazionale di prevenzione della tortura e dei trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti (NPM), ai sensi dell’articolo 3 e seguenti del protocollo Opzionale alla Convenzione contro la tortura (OPCAT) adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2002 (in vigore dal 22 giugno 2006) e ratificato dall’Italia con legge 9 novembre 2012 n. 195. A seguito del deposito dello strumento di ratifica in data 3 aprile 2013 il Protocollo è entrato in vigore per l’Italia il 3 maggio 2013. Il Trattato, istituendo il Sottocomitato delle Nazioni Unite per la prevenzione della tortura con compiti di ispezione e monitoraggio a livello globale, ha impegnato tutti gli Stati aderenti a dotarsi di un Meccanismo nazionale di prevenzione con poteri di visita di tutti i luoghi di privazione della libertà. Allo scopo di prevenire la tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti il Protocollo prevede l'istituzione di un sistema di visite regolari svolte da Organismi indipendenti nazionali e internazionali nei luoghi in cui le persone sono private della libertà. Per l’Italia è stato appunto individuato quale Meccanismo nazionale il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
In tale veste, con i poteri e le garanzie conferite ai sensi degli articoli 19-21 del Protocollo, il Garante nazionale ha accesso a tutti i luoghi in cui delle persone sono o possono essere private della libertà.
Il Decreto del Ministro della Giustizia 11 marzo 2015 n. 36 “Regolamento recante la struttura e la composizione dell’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale” prevedeva, all’articolo 7 comma 4, che all’Ufficio del Garante nazionale fosse assegnato personale del Ministero della Giustizia (non esiste, allo stato, il Ruolo del Garante nazionale) in numero di 25 unità, ripartite secondo la dotazione organica stabilita dal Garante nazionale di concerto con il Ministro della Giustizia. La ratio era – ed è – quella di assicurare al nuovo Organismo personale specializzato e preparato, scelto in funzione delle conoscenze acquisite negli ambiti di competenza del Garante, come recita l’articolo 7 comma 4 del D.L. 146/2013. Nella recentissima legge di bilancio 2018 è stato approvato il comma 476 che sostituisce il suddetto comma 4 dell’articolo 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, e reca «alle dipendenze del Garante nazionale, che si avvale delle strutture e delle risorse messe a disposizione dal Ministro della Giustizia, è istituito un ufficio nel numero massimo di 25 unità di personale, di cui almeno 20 dello stesso Ministero e, in posizione di comando, non più di 2 unità del Ministero dell'Interno e non più di 3 unità degli Enti del Servizio sanitario nazionale, che conservano il trattamento economico in godimento, limitatamente alle voci fisse e continuative, con oneri a carico delle amministrazioni di provenienza sia in ragione degli emolumenti di carattere fondamentale che per gli emolumenti accessori di carattere fisso e continuativo. Gli altri oneri relativi al trattamento accessorio sono posti a carico del Ministero della Giustizia. Il predetto personale è scelto in funzione delle conoscenze acquisite negli ambiti di competenza del Garante. La struttura e la composizione dell'ufficio sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro della Giustizia, il Ministro dell'Interno e il Ministro dell'Economia e delle finanze». Tale modifica accoglie una specifica richiesta del Garante nazionale circa la necessaria multidisciplinarità del personale, tenuto conto delle molteplici e complesse competenze assegnate a tale Autorità garante.
Entro tre mesi dalla emanazione della citata legge di bilancio dovrà essere emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che, tra l’altro, dovrà stabilire, sulla scia anche di quanto fin qui realizzato, i diversi inquadramenti del personale e le modalità della selezione delle unità attualmente mancanti (finora l’Ufficio è composto da 17 unità del Ministero della Giustizia e da 1 del Ministero dell’Interno).

L’Ufficio del Garante nazionale è operativo dal 25 marzo 2016 e, come accennato, non ha ancora terminato il reclutamento di tutte le unità di personale. Alla data del 30 gennaio 2018 la situazione del personale è la seguente:

Personale per Aree funzionali e Ruoli di Polizia

 Aree/Ruoli

 Donne

 Uomini

 Totale complessivo

Comparto funzioni centrali, Area 2

 

 2

 2

Comparto funzioni centrali, Area 3

 6

 2

 8

Polizia di Stato, ruolo Ispettori

 

 1

 1

Polizia penitenziaria, ruolo Agenti e Assistenti

 

 7

 7

Totale complessivo

 6

 12

 18


Personale per Aree/Ruoli e qualifiche

 Area/Profilo - Ruolo/Qualifica

 Donne

 Uomini

 Totale complessivo

Comparto funzioni centrali, Area 2

 

2

2

Assistente amministrativo

 

1

1

Assistente informatico

 

1

1

Comparto funzioni centrali, Area 3

6

2

8

Direttore amministrativo

1

 

1

Funzionario amministrativo

1

 

1

Funzionario contabile

1

 

1

Funzionario della professionalità di servizio sociale

1

 

1

Funzionario giuridico pedagogico

1

1

2

Funzionario informatico

 

1

1

Funzionario linguistico

1

 

1

Polizia di Stato, ruolo Ispettori

 

1

1

Sostituto commissario coordinatore

 

1

1

Polizia penitenziaria, ruolo Agenti e Assistenti

 

7

7

Agente scelto

 

2

2

Assistente capo coordinatore

 

1

1

Agente

 

4

4

Totale complessivo

6

12

18


Come previsto dal Codice di Autoregolamentazione adottato, per l’assolvimento dei compiti istituzionali, il presidente del Garante può avvalersi di consulenti di elevata professionalità e competenza, a titolo gratuito, nominati con propria determinazione, anche stipulando apposite Convenzioni con altre Amministrazioni dello Stato. Il Garante nazionale provvede alla gestione e alla valutazione del personale assegnato all'Ufficio. Il personale opera in via esclusiva alle dipendenze del Garante e non può essere destinato ad altri compiti senza il parere favorevole del Garante nazionale.
Oltre a quelle indicate nel decreto legge istitutivo del Garante sono oggetto di monitoraggio ed indagine del Meccanismo nazionale di prevenzione le strutture di reclusione volontaria quali le comunità terapeutiche o le case per anziani, i luoghi del trattamento sanitario obbligatorio, della detenzione domiciliare e di interrogatorio delle Autorità inquirenti.
In qualità di Meccanismo nazionale di prevenzione il Garante è altresì tenuto a disciplinare ai sensi dell’art. 2 del decreto del Ministro della Giustizia 11 marzo 2015 n. 36 la collaborazione di tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, vi cooperano per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo ONU. In particolare, spetta al Garante nazionale coordinare la rete dei Garanti territoriali promuovendone in primis il consolidamento istituzionale mediante il riconoscimento di adeguate garanzie di indipendenza e autonomia rispetto ai governi locali di cui sono espressione. Il Garante Nazionale monitora, altresì, le procedure relative ai rimpatri forzati rientrando nel sistema previsto dall'articolo 8 comma 6 della Direttiva UE n.115 del 2008.
Il Garante nazionale svolge la sua attività di monitoraggio nei luoghi di privazione della libertà, adottando delibere sui tempi, sui luoghi, sulla composizione della delegazione, tenuto conto delle informazioni di volta in volta fornite dalle Unità Organizzative e sulla base della programmazione di carattere generale.
L'Ufficio ha sede in Roma nei locali messi a disposizione dal Ministero della Giustizia, in via di San Francesco di Sales n. 34. Il Ministero della Giustizia destina all’Ufficio del Garante nazionale gli arredi e i beni mobili strumentali, anche di tipo informatico, incluso un sito Internet, necessari al suo funzionamento, assicurandone la piena manutenzione. Mediante le strutture e i beni di propria pertinenza, il Ministero della Giustizia provvede altresì alle eventuali esigenze organizzative e di supporto logistico per lo svolgimento dei compiti del Garante sull’intero territorio nazionale. Le risorse finanziarie del Garante nazionale sono assegnate dalla legge finanziaria nazionale e affluiscono in un apposito capitolo di bilancio utilizzato in piena autonomia e indipendenza dal Garante. Le funzioni di cassa sono esercitate da personale del Ministero della Giustizia che esegue le operazioni contabili secondo le direttive impartite dal Garante. Il controllo sulla regolarità amministrativo-contabile delle spese sostenute dal Garante è effettuato dal Ministero dell’Economia e delle finanze, amministrazione preposta alla verifica della legittimità della spesa pubblica. Nei limiti delle risorse assegnate, il Presidente del Garante nazionale, con proprie determinazioni, motiva e autorizza la spesa per missioni, acquisto di beni e fornitura di servizi.
L'Ufficio del Garante nazionale, coordinato da un funzionario con compiti di direzione in attuazione delle direttive impartite dal Collegio, è articolato in 7 Unità Organizzative (U.O.); alle dirette dipendenze del Collegio è istituita l’Unità Organizzativa “Supporto al Collegio”.
Di seguito il grafico della line:

Unità Organizzativa 1. Segreteria Generale
Essa costituisce la segreteria dell’Ufficio, si occupa di protocollazione, di distribuzione dei fascicoli alle U.O. di archiviazione. Tiene lo scadenzario delle relazioni sulle visite di monitoraggio effettuate e della ricezione delle risposte. Cura la gestione amministrativa del personale e la logistica dell’Ufficio. Gestisce le missioni e cura gli adempimenti relativi al capitolo 1753 ‘Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale del Bilancio del Ministero della Giustizia’, tenendo presente che tutti gli acquisti di beni e servizi vengono fatti tramite gli uffici del Ministero della Giustizia.

 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Gestione delle missioni

Segreteria generale

Membri del Collegio e personale dell’Ufficio

Approvvigionamento di beni

Segreteria generale

Collegio e Unità organizzative, fornitori

Amministrazione del protocollo

Segreteria generale

Mittenti, Membri del Collegio e personale dell’Ufficio destinatari ultimi delle note

Gestione delle presenze del personale

Segreteria generale

Personale delle Unità organizzative


Unità Organizzativa 2. Sistemi Informativi
L’Unità sistemi informativi si occupa delle funzioni informatiche dell’Ufficio. In particolare, oltre a fornire assistenza tecnica ai membri del Collegio e al personale dell’Ufficio, cura l’acquisizione e l’organizzazione dei dati che pervengono all’Ufficio dalle varie Amministrazioni. Tali dati vengono elaborati e analizzati per la produzione di rapporti tematici periodici o specifici. A tale fine, l’Unità si occupa della gestione informatizzata dei flussi informativi interni e realizza e gestisce gli archivi relativi. Parte di questa attività viene assolta mediante un portale intranet realizzato “in economia” dal personale assegnato all’Unità sistemi informativi. Infine, l’Unità pubblica i contenuti sul sito internet istituzionale ed effettua modifiche minime sul layout del sito, cioè la disposizione degli elementi in ogni pagina del sito. L’amministrazione informatica del sito è affidata alla Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia. I processi relativi all’attività dell’Unità sistemi informativi sono interni e realizzati con le risorse a disposizione pertanto non comportano eventi rischiosi ai fini della prevenzione della corruzione.

 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Assistenza tecnica

Unità sistemi informativi

Membri del Collegio e personale dell’Ufficio

Acquisizione e organizzazione delle informazioni

Unità sistemi informativi

Collegio e Unità organizzative

Rapporti tematici periodici o specifici

Unità sistemi informativi

Destinatari esterni, istituzionali e non, interessati agli ambiti d’intervento del Garante

Realizzazione e gestione del portale intranet

Unità sistemi informativi

Collegio e Unità organizzative

Pubblicazione di contenuti sul sito internet istituzionale

Unità sistemi informativi

Destinatari esterni, istituzionali e non, interessati agli ambiti d’intervento del Garante


Unità Organizzativa 3. Privazione della libertà in ambito penale
Si occupa del monitoraggio delle strutture dell’Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità, curando i rapporti con le relative Amministrazioni, visionando atti, richieste di documentazione, e anche attraverso i contatti con la Magistratura di Sorveglianza.


 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Monitoraggio
Istituti penitenziari per adulti

Unità Privazione della libertà in ambito penale

Ministero della Giustizia, Azienda sanitaria, terzo settore e associazionismo, Garante regionale e locali, Enti regionali e locali

Monitoraggio Reparti ospedalieri protetti

Unità Privazione della libertà in ambito penale

Ministero della Salute, Ministro della Giustizia, Azienda sanitaria, Enti regionali e locali, Garante regionale e locali

Monitoraggio Istituti penitenziari minorili

Unità Privazione della libertà in ambito penale

Ministero della Giustizia, Azienda sanitaria, terzo settore e associazionismo, Garante regionale e locali, Enti regionali e locali

Monitoraggio Centri prima accoglienza

Unità Privazione della libertà in ambito penale

Ministero della Giustizia, Azienda sanitaria, terzo settore e associazionismo, Garante regionale e locali, Enti regionali e locali

Monitoraggio Comunità per minorenni

Unità Privazione della libertà in ambito penale

Ministero della Giustizia, Azienda sanitaria, terzo settore e associazionismo, Garante regionale e locali, Enti regionali e locali

Monitoraggio Comunità terapeutico - riabilitative

Unità Privazione della libertà in ambito penale

Ministero della Giustizia, Azienda sanitaria, Ser.T., terzo settore e associazionismo, Garante regionale e locali, Enti regionali e locali


Unità organizzativa 4. Privazione della libertà da parte delle Forze di Polizia
Il decreto legge n. 146 del 23 dicembre 2013 convertito in legge n. 10 del 21 febbraio 2014 (art. 7 comma 5 lettera b) prevede che: “il Garante Nazionale visita, senza necessità di autorizzazione …, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, le camere di sicurezza delle Forze di polizia, accedendo, senza restrizioni, a qualunque locale adibito o comunque funzionale alle esigenze restrittive”. L’Unità organizzativa si occupa del monitoraggio delle strutture di tutte le Forze di Polizia delle persone private della libertà personale in quanto trattenute per fini di indagine presso strutture ad hoc delle Forze di Polizia, tipo camere di sicurezza o luoghi ove si svolgono gli interrogatori di polizia giudiziaria. Rapporti con le relative Amministrazioni. Visione di atti, richieste di documentazione.


 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Monitoraggio Camere di sicurezza presso i Commissariati, le Stazioni, i Comandi, le Tenenze, le Questure, i Tribunali e le articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché delle Polizie provinciali e locali.

Unità privazione della libertà da parte delle Forze di Polizia

Ministero dell’Interno, Dipartimento della PS,
Ministero della Difesa, Arma dei Carabinieri, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Guardia di Finanza, Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento Organizzazione Giudiziaria, Comuni e Province, Polizie provinciali e locali.


Unità organizzativa 5. Privazione della libertà e migranti
L’Unità Organizzativa è incaricata delle attività relative al mandato del Garante nazionale in tema di tutela dei diritti dei migranti sottoposti a privazione della libertà personale. In particolare la legge istitutiva del Garante nazionale, decreto legge n. 146 del 23 dicembre 2013 convertito in legge n. 10 del 21 febbraio 2014 prevede che il Garante Nazionale (art. 7 comma 5 lettera e) verifica il rispetto degli adempimenti connessi ai diritti previsti agli articoli 20, 21, 22, e 23 del Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni, presso i Centri di identificazione e di espulsione previsti dall'articolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, accedendo senza restrizione alcuna in qualunque locale. Inoltre, il Garante nazionale è stato individuato quale Autorità nazionale di monitoraggio dei rimpatri forzati in esecuzione delle previsioni di cui all’articolo 8 paragrafo 6 della Direttiva 115/2008 della Commissione Europea. In relazione a tale mandato il Garante nazionale è beneficiario di un finanziamento a valere sul Fondo nazionale Asilo Migrazione Integrazione (FAMI) 2014/2020 del Ministero dell’Interno attraverso il progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati”. Il progetto del valore di euro 799.168,82 è stato avviato il 5 aprile 2017 e si concluderà il 31 marzo 2019. Il progetto si inquadra nell’azione di potenziamento del Garante nazionale rispetto al monitoraggio dei rimpatri forzati attraverso la fornitura di beni e servizi funzionali a tale competenza. Per le funzioni di cui al progetto FAMI sopracitato, l’Unità si avvale di un pool di esperti selezionati tramite procedure di evidenza pubblica di cui all’apposita scheda di rilevazione.


 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Monitoraggio Centri per il rimpatrio e Hot Spot

Unità privazione della libertà e Migranti

Ministero dell’Interno, Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Dipartimento PS, Esercito italiano, Enti gestori, Regioni, ASL, Comune, associazionismo, università, Garanti regionali e locali

Monitoraggio waiting room, scali aerei, vettori (aereo o nave)

Unità privazione della libertà e Migranti

Ministero dell’Interno, Dipartimento della PS, Frontex, Garanti regionali e locali


NOME E COGNOME

OGGETTO INCARICO

ATTO DI CONFERI
MENTO

RAGIONE dell’incarico

 c.v. 

DURATA

COMPENSO (lordo)

ALTRI INCARICHI
o att.ta’ professio
nale

Attestazione dell’INSUSSI
STENZA CONFLITTO D’INTERE
SSE

COMUNICA
ZIONE al PCM

LAURA D’ANTONIO

Esperto in rendiconta
zione di progetti europei

Contratto n°
prot. m_dg. DAPPR20.29
/11/2017.
0000428.ID

Progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul FAMI 14-20

Fino al 31/03/2019

75.000,00

Consulente

NO

DARIO PASQUINI

Esperto in comunica
zione

Contratto n°
prot. m_dg. DAPPR20.29
/11/2017.
0000429.ID

Progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul FAMI 14-20

Fino al 31/03/2019

75.000,00

Giornalista pubblicista

NO

SALVATORE FACHILE

Giurista esperto in problematiche legali su tematiche giuridiche attinenti il diritto dell’immigrazione e dell’asilo

Contratto n°
prot. m_dg. DAPPR20.29
/11/2017.
0000432.ID

Progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul FAMI 14-20

Fino al 31/03/2019

40.000,00

Avvocato

NO

ANTONIO MARCHESI

Esperto nelle tematiche della tutela internazionale dei diritti umani

Contratto n°
prot. m_dg. DAPPR20.29
/11/2017.
0000430.ID

Progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul FAMI 14-20

Fino al 31/03/2019

20.000,00

Professore ordinario

NO

AGATINO LIPARA

Revisore contabile

Contratto n°
prot. m_dg. DAPPR20.29
/11/2017.
0000427.ID

Progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul FAMI 14-20

Fino al 31/03/2019

34.900,00

Revisore legale

NO

MICHELE GORGA

Esperto legale

Contratto n°
prot. m_dg. DAPPR20.29
/11/2017.
0000431.ID

Progetto “Realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati” a valere sul FAMI 14-20

Fino al 31/03/2019

13.900,00

Avvocato

NO


Unità Organizzativa 6. Relazioni nazionali e internazionali, studi
Tre sono le principali aree di attività dell’Unità.
Relazioni nazionali si occupa delle attività utili a promuovere e favorire i rapporti di collaborazione con i Garanti dei diritti delle persone private della libertà regionali, provinciali e comunali cioè quelli competenti su porzioni del territorio italiano – quindi territoriali – e a realizzare una rete di Meccanismi di prevenzione della tortura e degli altri gravi maltrattamenti che comprenda i Garanti territoriali e che sia coordinata dal Garante nazionale, la cosiddetta rete NPM – National Preventive Mechanism – ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura (OPCAT) del 1984. Si occupa, inoltre, di promuovere la cooperazione con gli stakeholder nazionali impegnati nella tutela dei diritti delle persone private della libertà, ovvero partecipa e organizza iniziative in sintonia con il mandato istituzionale sul territorio nazionale.
Relazioni internazionali cura il consolidamento della posizione del Garante nazionale all’interno della rete dei Meccanismi internazionali di prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti – come il Sottocomitato ONU per la prevenzione della tortura (SPT) e il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa (CPT) – e di quelli nazionali degli altri Stati (NPM). Partecipa a incontri di carattere internazionale – audizioni, conferenze, consultazione di esperti, forum e così via – in Italia e all’estero e si occupa di ricevere delegazioni internazionali. Tiene i rapporti e collabora con: a) le Organizzazioni internazionali, nonché con i loro organi e rappresentanti (in particolare tiene i rapporti con il Sottocomitato ONU per la prevenzione della tortura); b) il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani e partecipa ai suoi lavori; c) gli Ombudsman e i National Human Rights Institution (NHRI) degli altri Stati; d) ONG internazionali, come APT, AOM e così via. Predispone le risposte – per le parti di competenza del Garante nazionale – alle osservazioni e raccomandazioni formulate all’esito di visite in Italia effettuate da Meccanismi di monitoraggio delle Organizzazioni internazionali competenti in materia di diritti delle persone private della libertà come il CPT per il Consiglio d’Europa e l’SPT per l’ONU. Predispone le parti di competenza del Garante nazionale dei Rapporti periodici che l’Italia ha l’obbligo di presentare ai Meccanismi di monitoraggio delle Organizzazioni internazionali competenti in materia di diritti umani come il Comitato ONU dei diritti umani (HRC). Predispone le informazioni richieste agli NPM dai Meccanismi di monitoraggio delle Organizzazioni internazionali competenti in materia di diritti umani. Dispone di un servizio di interpretariato e traduzioni che cura, tra l’altro, l’edizione inglese della Relazione annuale del Garante nazionale al Parlamento.
Studi svolge attività di studio, di ricerca e di in-formazione nel settore della protezione delle persone private della libertà. Cura l’aggiornamento legislativo e segue i processi normativi (nazionali, regionali e globali) in corso.


 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Relazioni nazionali

Garante Nazionale - Unità Organizzativa 6. Relazioni nazionali e internazionali, studi

  • Garanti dei diritti delle persone private della libertà regionali, provinciali e comunali
  • Difensori civici regionali
  • Istituzioni dello Stato e ONG che si occupano della tutela dei diritti delle persone private della libertà

Relazioni internazionali

Garante Nazionale - Unità Organizzativa 6. Relazioni nazionali e internazionali, studi

  • Sottocomitato ONU per la prevenzione della tortura (SPT) Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa (CPT)
  • NPM degli altri Stati
  • Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU)
  • Ombudsman e National Human Rights Institution (NHRI) degli altri Stati
  • Comitato ONU dei diritti umani (HRC)
  • ONG internazionali, come APT, AOM

Studi

Garante Nazionale - Unità Organizzativa 6. Relazioni nazionali e internazionali, studi

  • Istituti di ricerca nazionali e internazionali
  • Università nazionali e internazionali

Unità Organizzativa 7. Privazione della libertà nella tutela della salute
Si occupa del monitoraggio e della visita a persone in trattamento sanitario obbligatorio (TSO) esterno al contesto penale, del monitoraggio e della visita a residenze per disabili o anziani in cui si configuri di fatto la privazione della libertà, del monitoraggio e della visita ai luoghi di esecuzione delle misure di sicurezza (in particolare Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), curando i rapporti con le relative Amministrazioni. Visione atti, richieste di documentazione.


 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Monitoraggio strutture residenziali per disabili e anziani

Unità privazione della libertà nella tutela della salute

Ministero della Salute, Regioni, ASL, Comune, associazionismo, Università, garanti regionali e locali

Monitoraggio SPDC(Servizio Psichiatrici Di Diagnosi e Cura) (TSO)

Unità privazione della libertà nella tutela della salute

Ministero della Salute, Regione, ASL, Comune, garanti regionali e locali; Giudice tutelare

Monitoraggio REMS

Unità privazione della libertà nella tutela della salute

Ministero della Salute, DAP, Regione, ASL, Comune, garanti regionali e locali, Tribunale di Sorveglianza

Stipula protocolli con Università e enti di ricerca, enti pubblici, Tribunale di sorveglianza

Unità privazione della libertà nella tutela della salute

Università e enti di ricerca, enti pubblici di tutela della salute, garanti regionali e locali, Tribunale di Sorveglianza

Monitoraggio Misure di sicurezza (SMOP) REMS

Unità privazione della libertà nella tutela della salute

Organi istituzionali (Ministero della Salute, DAP, Regione, ASL, Comune, garanti regionali e locali, Tribunale di Sorveglianza)

FormazioneconMinistero della Salute, Regioni, ASL, Comune, associazionismo, Università, garanti regionali e locali

Unità privazione della libertà nella tutela della salute

Ministero della Salute, Regioni, ASL, Comune, associazionismo, Università, garanti regionali e locali, DAP, Tribunale di Sorveglianza


Unità Organizzativa di Supporto al Collegio
Tale U.O. è posta alle dirette dipendenze del Collegio e svolge le funzioni di segreteria particolare, gestendo le agende del presidente e degli altri due componenti del Collegio, curando i rapporti istituzionali con le Autorità interessate. All’U.O. è affidata la stesura delle delibere presidenziali e collegiali, il coordinamento dell’attività di verbalizzazione delle riunioni plenarie. Si occupa inoltre di coordinare il cd. servizio Reclami ex art. 35 dell’ordinamento penitenziario, così come modificato dal decreto legge 146/2013 convertito in legge 10/2014, che ha inserito tra i destinatari di questo reclamo generico da parte dei detenuti e internati il Garante nazionale con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti di tali soggetti.
L’U.O. si occupa inoltre del coordinamento finale per l’invio della Relazione annuale del Garante nazionale che, come già detto, va presentata al Parlamento.

 

 Attività

 Struttura

 Stakeholder

Agenda presidente e componenti del Collegio, rapporti con Autorità

U.O. Supporto al Collegio

Presidenza della Repubblica, Corte costituzionale, Camera, Senato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia, Ministero dell’Interno, Ministero della Sanità, Autorità garante per l’Infanzia, Avvocatura, Università, Enti locali, Associazioni, etc.

Stesura delibere presidenziali e collegiali, coordinamento verbalizzazioni riunioni plenarie

U.O. Supporto al Collegio

Collegio e personale dell’Ufficio

Coordinamento servizio Reclami ex art. 35 ordinamento penitenziario

U.O. Supporto al Collegio

Detenuti, Internati, Avvocati, Associazioni, Dipartimento amministrazione penitenziaria

Coordinamento finale per invio della Relazione annuale al Parlamento

U.O. Supporto al Collegio

Collegio e personale dell’Ufficio


Il Garante nazionale, a norma di legge, trasmette annualmente una Relazione sull'attività svolta ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché al Ministro dell'Interno e al Ministro della Giustizia; la prima Relazione è stata illustrata il 21 marzo 2017.
Pur essendo una giovane Istituzione, ancora in fase di strutturazione e consolidamento, il Garante nazionale ha già adottato alcune misure di prevenzione della corruzione, consapevole di dover continuare ad impegnarsi nella autoanalisi organizzativa, nella conoscenza sistematica dei processi svolti e dei procedimenti amministrativi di propria competenza.

Adozione di alcune misure di prevenzione della corruzione

Con delibera del 31 maggio 2016 il Collegio del Garante nazionale ha adottato il Codice di Autoregolamentazione ove, tra l’altro, sono specificati i compiti, le funzioni, i principi guida, l’organizzazione dell’Ufficio, le risorse finanziarie e strumentali. Successivamente, con delibera del 15 giugno 2017, il Collegio del Garante nazionale ha predisposto, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del Codice di Autoregolamentazione citato, uno schema di Codice Etico, aprendo una fase di consultazione del personale, al fine di raccogliere eventuali osservazioni e proposte emendative entro il 31 luglio 2017. Lo schema di Codice Etico elaborato risponde agli obblighi della legislazione vigente che impongono di dotarsi di strumenti normativi adeguati ai fini della prevenzione della corruzione e del rispetto della legalità, in linea con i PNA dell’ANAC. Lo schema di Codice Etico risponde anche alla esigenza di meglio specificare i principi guida del Codice di Autoregolamentazione e di adeguarli ai principi del Protocollo ONU e del D.P.R. n. 62/2013, traducendoli in norme che definiscano i doveri di trasparenza, indipendenza, imparzialità, lealtà e buona condotta cui sono tenuti il Garante e il personale dell’Ufficio, nonché tutti coloro che vi collaborano. Con successiva delibera del 31 ottobre 2017, esaminati i contributi pervenuti in fase di consultazione, il Garante nazionale ha adottato la stesura definitiva del Codice Etico. Contestualmente, il Presidente del Garante nazionale ha proceduto alla nomina del Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, dottoressa Daniela Bonfirraro, individuandolo tra i responsabili delle Unità Organizzative, non essendo prevista una figura dirigenziale nella pianta organica del Garante nazionale.

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Ultimo agggiornamento:
07/02/2018