Codice di autoregolamentazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale

Delibera del 31 maggio 2016
Testo aggiornato alle delibere del 20 settembre 2016 e 10 maggio 2017

Articolo 1
Definizioni

1. Nel testo che segue:
a) per “Garante”, si intende l’organo collegiale del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, istituito ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge 23 dicembre 2013, n.14, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n.10, e composto dal Presidente e da due membri;
b) per “Ufficio”, si intende l’Ufficio del Garante;
c) per “componenti”, si intende i componenti dell’Ufficio del Garante;
d) per “Protocollo ONU”, il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, fatto a New York il 18 dicembre 2002, ratificato dalla Legge 9 novembre 2012, n.195;
e) per “legge istitutiva”, si intende l’articolo 7 del decreto legge 23 dicembre 2013, n.14, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n.10;
f) per “Regolamento”, si intende il Regolamento recante la struttura e la composizione dell’Ufficio del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, adottato dal Decreto del Ministro della Giustizia 11 marzo 2015, n. 36;
g) per “Direttiva 2008/115/CE”, si intende la: Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008, n. 115, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
h) per “FRONTEX”, si intende l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione (Varsavia);
i) per “FRA”, si intende l’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti Fondamentali (Vienna);
j) per “CEDU”, si intende la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali adottata dal Consiglio d’Europa e firmata a Roma il 4 novembre 1950;
k) per “Sottocomitato sulla prevenzione di cui all’art. 2 del Protocollo ONU” si intende: il Sottocomitato sulla prevenzione della tortura e delle altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti costituito - ai sensi del Protocollo Opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti (OPCAT), fatto a New York il 18 dicembre 2002, ratificato dalla legge 9 novembre 2012,n.195 - in seno al “Comitato contro la tortura” istituito dall’art.17 della Convenzione ONU del 10 dicembre 1984;
l) per “CIE”, si intende Centri di Identificazione ed Espulsione dei migranti irregolari;
m) per “Codice”, si intende il presente Codice di Autoregolamentazione;
n) per “Codice etico” si intende il Codice etico del Garante.

Articolo 2
Funzioni del Garante

1. Il Garante costituito in collegio, composto dal Presidente e due membri, nel rispetto delle competenze attribuite dalla legge istitutiva e dal regolamento e in conformità ai principi di cui alla parte IV, articoli da 17 a 23, del Protocollo ONU:
a) determina gli indirizzi e i criteri generali ai quali si attiene l’attività dell’Ufficio e definisce gli obiettivi da realizzare verificandone periodicamente i risultati;
b) adotta il codice di autoregolamentazione delle attività dell’ufficio, recante la disciplina del funzionamento, i principi guida della sua condotta, dei componenti dell’Ufficio e di tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, collaborano con il Garante,
c) esamina con regolarità la situazione delle persone private della libertà che si trovano nei luoghi, anche mobili, di cui all’art.4 del Protocollo ONU;
d)  si adopera fattivamente al fine di migliorare il trattamento e la situazione delle persone private della libertà e di prevenire fenomeni di tortura e altre pene o trattamenti crudeli inumani o degradanti, proponendo, se necessario, il rafforzamento delle misure di protezione alla cui definizione perviene anche attraverso scambi di informazioni e reciproca collaborazione con il Sottocomitato di cui all’articolo 2 del Protocollo ONU e i meccanismi nazionali di protezione istituiti da altri Stati che hanno ratificato il Protocollo ONU;
e) Redige la Relazione Annuale sull’attività svolta, contenente l’illustrazione degli obiettivi e l’analisi dei risultati. La relazione è trasmessa al Presidente della Repubblica, anche nella veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al Presidente della Corte Costituzionale, al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Difesa, al Ministro della Giustizia, al Ministro dell’interno e al Ministro della Salute. La Relazione è pubblicata sul sito internet del Ministero della giustizia e su quello del Garante.

Articolo 3
Compiti del Garante

1. Il Garante espleta liberamente il proprio mandato a tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale avvalendosi delle strutture e delle risorse messe a disposizione dal Ministero della giustizia, nonché da altre Amministrazioni dello Stato e da organizzazioni comunitarie e internazionali che operano in linea con le finalità della legge istitutiva e nel rispetto dei principi del Protocollo ONU.
2. In modo del tutto indipendente e senza alcuna interferenza il Garante:
a) promuove e favorisce rapporti di collaborazione con i garanti territoriali e con altre figure istituzionali, comunque denominate, che hanno competenza nelle stesse materie del Garante. I garanti regionali potranno essere invitati a collaborare anche attraverso il coordinamento dell’attività dei garanti locali ove costituiti;
b) vigila affinché l’esecuzione della custodia delle persone detenute, degli internati, delle persone sottoposte a custodia cautelare in carcere o ad altre forme di limitazione della libertà personale avvenga in conformità alle norme e ai principi stabiliti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali sulla promozione e la protezione dei diritti delle persone e della loro dignità ratificate dall’Italia, dalle leggi e dai regolamenti vigenti;
c) visita con regolarità, senza necessità di alcuna autorizzazione, gli istituti penitenziari, le residenze per le misure di sicurezza psichiatriche e le altre strutture, anche mobili, destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, le comunità terapeutiche e di accoglienza o comunque le strutture pubbliche o private ove si trovino persone sottoposte a misure alternative al carcere o alla misura cautelare degli arresti domiciliari, gli istituti penali per minori e le comunità di accoglienza per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
d) visita altresì, con regolarità, senza necessità di alcuna autorizzazione, le camere di sicurezza delle Forze di polizia di qualunque appartenenza, accedendo, senza restrizioni, a qualsiasi locale adibito alle esigenze restrittive;
e) prende visione, previo consenso anche verbale dell’interessato, degli atti contenuti nel fascicolo della persona detenuta o privata della libertà personale, e comunque degli atti riferibili alle condizioni di detenzione o privazione della libertà personale;
f) richiede alle amministrazioni responsabili delle strutture, indicate nella lettera c) e d), le informazioni e i documenti ritenuti necessari per l’espletamento dei propri compiti. Nel caso l’amministrazione non fornisca risposta nel termine di trenta giorni, informa l’autorità giudiziaria competente alla quale può richiedere l’emissione di un ordine di esibizione per le visite di cui alla lettera c); nonché informa le autorità competenti perché intervengano disponendo la consegna della documentazione richiesta per le visite di cui alla lettera d);
g) ove accerti il mancato rispetto delle norme dell’ordinamento penitenziario, che comporti la violazione dei diritti delle persone private della libertà e dei corrispondenti obblighi a carico dell’amministrazione responsabile ovvero la fondatezza delle istanze e dei reclami, proposti ai sensi dell’articolo 35 della legge 25 luglio 1975, n. 354, Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, formula rilievi motivati e specifiche raccomandazioni alle amministrazioni interessate. L’amministrazione, in caso di diniego, comunica il dissenso motivato nel termine di trenta giorni. Alla scadenza di tale termine, i rilievi, le raccomandazioni e le risposte dell’amministrazione, ove pervenute, sono resi pubblici sul sito Internet del Garante, senza indicazioni dei nomi delle persone coinvolte, e all’occorrenza, possono essere trasmessi al Sottocomitato sulla Prevenzione di cui all’art. 2 del Protocollo ONU;
h) verifica il rispetto degli adempimenti di cui agli articoli 20, 21, 22 e 23 del Regolamento recante nome di attuazione del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma degli articoli 1, comma 6 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, approvato con il DPR 31 agosto 1999, n.394 e successive modificazioni e integrazioni, accedendo, senza alcun preavviso e restrizione, ai CIE, alle strutture comunque denominate predisposte per la foto segnalazione o altre forme di registrazione di persone provenienti da paesi terzi il cui ingresso o la cui presenza sul territorio nazionale sia irregolare;
i) verifica altresì il rispetto degli adempimenti connessi alla tutela dei diritti umani fondamentali e della dignità della persona accedendo, senza alcun preavviso e restrizione, in qualsiasi luogo, inclusi gli aeromobili e altri mezzi di trasporto, si trovino le persone private della libertà per ordine di un’autorità amministrativa o giudiziaria;
j) monitora le modalità con le quali avvengono i rimpatri forzati e l’allontanamento per via aerea o navale di cittadini di paesi terzi di cui alla Direttiva 2008/115/CE, articolo 8, comma 6, secondo le relative procedure previste in sede FRONTEX e FRA. Ove accerti violazioni dei diritti e dei corrispondenti obblighi a carico delle amministrazioni responsabili, formula rilievi e raccomandazioni al fine di migliorare il trattamento e la situazione delle persone coinvolte e di prevenire fenomeni di tortura e altre pene o trattamenti crudeli inumani o degradanti, proponendo, se necessario, il rafforzamento o la modifica delle misure di protezione vigenti. L’amministrazione interessata comunica le proprie osservazioni nel termine di trenta giorni. Alla scadenza di tale termine i rilievi, le raccomandazioni e le osservazioni dell’amministrazione, ove pervenute, sono resi pubblici sul sito Internet del Garante e, all’occorrenza, trasmessi per conoscenza alle competenti strutture del Sottocomitato sulla prevenzione di cui all’art. 2 del Protocollo ONU, del FRONTEX e della FRA.
3. Ove nel corso di una visita ritenga che la situazione in atto costituisca violazione dell’articolo 3 della CEDU (“Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”), il Garante informa tempestivamente l’autorità competente perché provveda senza indugio a interrompere la violazione in atto, dandone contestuale comunicazione all’autorità giudiziaria e al Ministro di riferimento per gli interventi di pertinenza.

Articolo 4
Principi guida

1. Il Garante, l’Ufficio, i componenti dell’Ufficio e tutti i soggetti che a qualsiasi titolo collaborino con il Garante nelle attività istituzionali si attengono ai seguenti principi guida:
a) assoluta indipendenza dei comportamenti nel rispetto dei principi del Protocollo ONU, in particolare dell’articolo 18, e delle norme del codice etico;
b) protezione delle informazioni riservate raccolte dal Garante. In particolare nessun dato personale può esser reso pubblico senza il consenso espresso dell’interessato;
c) segretezza su attività istruttoria, informazioni e documentazione acquisite nel corso delle visite istituzionali e nello svolgimento degli altri compiti del Garante;
d) riservatezza sugli esiti delle visite di cui all’art.3 del Codice, fino alla loro pubblicazione sul sito internet del Garante;
e) obbligo di trasmettere tempestivamente all’autorità giudiziaria competente le notizie di reato ai danni delle persone detenute o private della libertà personale di cui venga a conoscenza nello svolgimento dei compiti istituzionali.
2.  Il Garante si adopera attivamente affinché nessuna autorità o funzionario pubblico       ordini, applichi, permetta o tolleri una sanzione contro una persona o un’organizzazione per aver comunicato al Garante qualunque informazione, vera o falsa. Il Garante si adopera altresì affinché tale individuo o organizzazione non subisca alcun genere di pregiudizio.

Articolo 5
Il Presidente

1. Il Presidente rappresenta il Garante nei vari rapporti istituzionali. Propone al Garante in sede collegiale l’approvazione degli indirizzi e dei criteri generali ai quali deve attenersi l’attività dell’Ufficio, definendo gli obiettivi da realizzare e le relative priorità.
2. Il Presidente convoca, anche su richiesta di un membro, le riunioni collegiali del Garante da tenersi periodicamente, e comunque almeno una volta al mese per deliberare sull’attività istituzionale; redige l’ordine del giorno da trasmettere ai membri almeno due giorni prima della riunione, incluso il verbale della seduta precedente. Le deliberazioni sono assunte con l’approvazione del Presidente e di almeno un membro. Le modalità di svolgimento delle riunioni collegiali sono definite volta per volta.
3. Con propria determinazione e con il consenso dell’interessato, il Presidente può conferire ai membri del collegio specifici mandati operativi e rappresentativi da svolgere direttamente o con l’ausilio dei componenti l’Ufficio. I relativi esiti sono riferiti al Presidente, valutati in sede collegiale e richiamati nella Relazione Annuale sull’attività del Garante di cui all’art.2 del Codice.
4. In caso di necessità, il Presidente può assumere determinazioni urgenti, comunicandole tempestivamente ai membri per la ratifica collegiale.
5. Il Presidente predispone il codice etico adottato dal Garante in sede collegiale.
6. Per l’assolvimento dei compiti istituzionali, il Presidente può costituire commissioni di studio e avvalersi di consulenti di elevata professionalità e competenza, a titolo gratuito, nominati con propria determinazione.
7. Il Presidente autorizza lo svolgimento di missioni senza oneri dei componenti l’Ufficio, la spesa per missioni, l’acquisto di beni e fornitura di servizi secondo le modalità di cui all’articolo 9 del Codice.
8. il Presidente determina modalità, tempi e presenza dei componenti l’Ufficio relativamente alle visite e agli altri compiti istituzionali del Garante, nonché alle attività di monitoraggio di cui alla lettera j) dell’articolo 3 del Codice.
9. In caso di assenza prolungata o di impedimento temporaneo, il Presidente può delegare i propri compiti ai membri del collegio, anche disgiuntamente.

Articolo 6
Sede e beni strumentali dell’Ufficio

1. L’Ufficio ha sede a Roma nei locali messi a disposizione dal Ministero della Giustizia, in Via San Francesco di Sales, n.34, CAP 00165.
2. Il Ministero destina all’Ufficio gli arredi e i beni mobili strumentali, anche di tipo informatico, incluso un sito Internet, necessari al suo funzionamento assicurandone la piena manutenzione. Mediante le strutture e i beni di propria pertinenza, il Ministero della Giustizia provvede altresì alle eventuali esigenze organizzative e di supporto logistico per lo svolgimento dei compiti del Garante sull’intero territorio nazionale.

Articolo 7
Composizione e gestione del personale assegnato all’Ufficio

1. All’Ufficio è assegnato personale del Ministero in numero di venticinque unità, ripartite secondo la dotazione organica stabilita dal Garante di concerto con il Ministro della Giustizia e sentite le organizzazioni sindacali.
2. Ove esigenze di servizio lo richiedano, il Garante può avvalersi di ulteriori unità di personale stipulando appositi accordi di assegnazione anche con altre Amministrazioni dello Stato coinvolte nell’adempimento dei compiti di cui all’articolo 3 del Codice.
3. Il personale da assegnare è selezionato dal Garante in funzione delle conoscenze e positive esperienze acquisite negli ambiti di competenza del Garante.
4. Il Garante provvede alla gestione e alla valutazione del personale assegnato all’Ufficio. Il personale opera in via esclusiva alle dipendenze del Garante e non può essere destinato ad altri compiti senza il parere favorevole del Garante.

Articolo 8
Organizzazione e articolazione dell’Ufficio

1. L’organizzazione dell’Ufficio risponde ai principi di trasparenza, efficacia, economicità ed efficienza dell’attività amministrativa, nonché alla flessibilità dell’impiego del personale nell’attività operativa.
2.
a. Sono istituite le seguenti unità organizzative individuate in relazione alle esigenze istruttorie per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti del Garante e suscettibili di modifica e adattamenti in relazione alle esperienze operative:
Unità Organizzativa 1. Segreteria Generale: segreteria dell’Ufficio, protocollo e distribuzione dei fascicoli alle Unità. Archiviazione. Scadenzario dei Rapporti e della ricezione delle risposte. Gestione amministrativa del personale. Logistica dell’Ufficio. Area contabile: missioni e controllo del capitolo 1753 Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale del Bilancio del Ministero della giustizia.
Unità Organizzativa 2. Sistemi Informativi: funzioni informatiche relative all’acquisizione e all’organizzazione dei dati delle varie Amministrazioni. Analisi dei dati e rapporti tematici periodici o specifici. Gestione informatizzata dei flussi interni e relativi archivi. Sito internet.
Unità Organizzativa 3. Privazione della libertà in ambito penale: monitoraggio delle strutture dell’Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità. Misure di sicurezza (in particolare Residenze per misure di sicurezza). Rapporti con le relative Amministrazioni. Visione atti, richieste di documentazione, contatti con la Magistratura di Sorveglianza.
Unità organizzativa 4. Privazione della libertà da parte delle Forze di Polizia: monitoraggio delle strutture di tutte le Forze di Polizia. Rapporti con le relative Amministrazioni. Visione di atti, richieste di documentazione.
Unità Organizzativa 5. Privazione della libertà e migranti: monitoraggio delle strutture privative della libertà dei migranti (Centri di identificazione ed espulsione, Hotspot, Centri per minori non accompagnati, Centri per richiedenti asilo). Monitoraggio dei rimpatri forzati. Coordinamento delle unità aggiuntive relative alla eventuale gestione del Fondo Asilo, Migrazione, Integrazione (FAMI).
Unità Organizzativa 6. Relazioni nazionali e internazionali, studi: relazioni con Garanti territoriali, con gli Organi internazionali di riferimento e con altri Organismi che operano nell’ambito del sistema di protezione delle persone private della libertà. Aggiornamento legislativo e processi normativi (nazionali ed europei) in corso. Supporto al Collegio in ricerche e studi. Servizio di interpretariato.
b. Alle dirette dipendenze del Collegio è istituita l’Unità Organizzativa Supporto al Collegio con i seguenti compiti: gestione delle Agende del Collegio. Coordinamento delle delibere e dei verbali delle riunioni del Collegio. Rapporti istituzionali. Definizione della fase istruttoria dei reclami ex art. 35 o.p. e segreteria della relativa Commissione deliberante.  Inviti a convegni, conferenze o altre partecipazioni istituzionali. Coordinamento finale per l’invio della Relazione annuale.
c. L’analisi delle strutture di ricovero per disabili, per soggetti vulnerabili e, in generale, per persone ricoverate e private della capacità legale o con capacità legale attenuata, nonché dei trattamenti sanitari obbligatori è temporaneamente affidata al Collegio.
d. Le unità di cui alla lettera a. del presente comma sono coordinate da un funzionario dell’Ufficio con compiti di direzione, in attuazione delle direttive impartite dal Collegio.
3. Con deliberazioni collegiali, previo consenso degli interessati e tenuto conto della dotazione organica, il Garante assegna alle varie unità organizzative il personale disponibile definendone le mansioni e le competenze e, all’occorrenza, nominando uno o più coordinatori.
4. Modalità, tempi e presenza dei componenti l’Ufficio alle visite e alle attività di monitoraggio del Garante sono stabiliti con apposite determinazioni del Presidente.

Articolo 9
Risorse finanziarie, amministrazione e contabilità delle spese

1. Le risorse finanziarie rese disponibili per l’assolvimento dei compiti istituzionali del Garante sono amministrate con criteri di economicità e trasparenza. Nei limiti di tali risorse il Presidente, con proprie determinazioni, motiva e autorizza la spesa per missioni, acquisto di beni e fornitura di servizi.
2. I finanziamenti relativi ai monitoraggi di cui alla Direttiva 2008/115/CE affluiscono in un apposito capitolo di bilancio del Ministero della giustizia e sono utilizzabili esclusivamente per la realizzazione di tali monitoraggi.
3. Un apposito registro, in formato cartaceo e digitale, vidimato dal Presidente e dal componente dell’Ufficio che ha funzioni di collegamento con l’Ufficio Cassa del Ministero della giustizia e ne cura la redazione e la conservazione, riporta tutte le autorizzazioni di spesa, gli impegni e i relativi ordini di pagamenti e le eventuali annotazioni.
4. Un sintetico rendiconto delle spese effettuate nel corso dell’anno solare, imputate al capitolo 1753, Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale del Bilancio del Ministero della giustizia, nonché all’apposito capitolo per i monitoraggi di cui al precedente comma 2 verrà riportato in una specifica sezione della Relazione Annuale.

 

Roma, 31 maggio 2016
 

Mauro Palma, Presidente del Garante Nazionale

Daniela de Robert, Membro del Garante Nazionale

Emilia Rossi, Membro del Garante Nazionale