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La tutela della salute psichica sia priorità di tutti, a partire dal prossimo capo Dap

Roma, 10 febbraio 2022 - Nei primi 40 giorni dell’anno negli Istituti penitenziari si contano già dieci suicidi. L’’ultima è una giovane donna ristretta nel carcere di Messina che si è tolta la vita ieri sera. Ai suicidi si devono aggiungere quattro decessi classificano come “per cause ancora da accertare”. Sono numeri che non possono non allarmare e che evidenziano una netta crescita rispetto agli ultimi anni. Il Garante nazionale esprime forte preoccupazione per tale situazione e ribadisce l’urgenza di garantire alle persone detenute e al personale penitenziario chiamato a fare fronte a una situazione particolarmente difficile un più efficace supporto, sia in termini qualitativi che quantitativi. Le Istituzioni dello Stato, compreso il Garante nazionale, hanno il dovere di dare una risposta tempestiva alle esigenze specifiche e alle vulnerabilità delle persone private della libertà. Per questo occorre con urgenza riavviare un dialogo produttivo sull’esecuzione penale detentiva per trovare soluzioni alle tante difficoltà che vivono le persone ristrette e chi negli Istituti penitenziari opera. Così come occorre trovare risposte effettive alla criticità dell’affollamento, situazione accentuata dalla pandemia. È solo a partire da tale ampio confronto che si può arrivare a trovare un percorso comune volto a ridurre le tensioni e a ridefinire un modello detentivo nel solco tracciato dalla Costituzione, dando così’ un segnale di svolta di cui il sistema penitenziario ha bisogno.