Atto organizzativo per la segnalazione di condotte illecite – Whistleblowing

Premessa

La legge 190/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento un sistema organico di prevenzione della corruzione che prevede, tra l’altro, la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower).

L’articolo 54 bis della legge 165/2001, introdotto dalla legge 190/2012 e modificato dalla legge n. 179/2017, tutela il pubblico dipendente che segnali al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza (d’ora in poi RPCT) ovvero all’Autorità nazionale anticorruzione (d’ora in poi ANAC), o denunci all'Autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile, nell’interesse dell’integrità della pubblica Amministrazione, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, impedendo che lo stesso possa essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro.

La legge e la determinazione ANAC n. 6 del 2015 prevedono l’obbligo, per l’Amministrazione, di predisporre adeguati sistemi di tutela della riservatezza circa l’identità del segnalante, che deve essere protetta in ogni contesto successivo alla segnalazione, e che non può essere soggetta all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge n. 241 del 1990. La tutela del segnalante è nell’interesse oggettivo dell’ordinamento, perché funzionale all’emersione dei fenomeni di corruzione e mala gestio; essa infatti è estesa a tutti i collaboratori che a qualunque titolo prestino attività per la singola Amministrazione. La tutela è riservata al segnalante che si rende identificabile e riguarda la protezione da ritorsioni nell’ambito lavorativo. E’ opportuno che le segnalazioni siano il più possibile circostanziate e offrano il maggior numero di elementi al fine di consentire all’Amministrazione di effettuare le dovute verifiche. La segnalazione whistleblowing non incide sull’obbligo dei pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio, che, in presenza di specifici presupposti, sono gravati da un vero e proprio dovere di riferire senza ritardo anche – ma non solo – fatti di corruzione (artt. 331, 361, 362 c.p.).

In attuazione di quanto premesso, il Garante Nazionale, con il coinvolgimento del RPCT e del Componente del nucleo di supporto al RPCT, ha predisposto il presente atto organizzativo, di cui si darà atto nel prossimo aggiornamento del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza.  
 

Ricezione della segnalazione

Il Garante Nazionale ha stabilito di non adottare la procedura informatizzata, in uso presso altre Amministrazioni di grandi dimensioni e strutturate da tempo, in quanto non rispondente ai criteri di economicità dal punto di vista delle risorse umane e strumentali, tenuto conto delle esigue dimensioni dell’Ufficio che è ancora in fase di consolidamento.

La scelta di adottare procedure tradizionali non implica tuttavia il venir meno, nell’iter di raccolta e gestione delle segnalazioni, dei seguenti principi:

  • la tutela dei dati del denunciante;
  • il divieto di discriminazione nei confronti del whistleblower;
  • la sottrazione della denuncia al diritto di accesso.

Pertanto si prevede che la procedura di raccolta delle segnalazioni segua due distinti percorsi a seconda che la segnalazione provenga da un dipendente del Garante nazionale oppure da un dipendente pubblico di altra Amministrazione o ancora da soggetto terzo che, entrato in contatto con il Garante nazionale, abbia avuto conoscenza di condotte illecite.

A tal fine è stato predisposto un apposito modello valido per entrambe le fattispecie (http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Servizi/ServiziOnline/SegnalazioneWhistleblowing).

Nell’ipotesi di soggetto interno al Garante nazionale, la segnalazione cartacea dovrà pervenire in doppia busta chiusa, inviata per posta ordinaria, alla Segreteria generale (Ufficio protocollo) che la consegnerà senza indugio al RPCT, dopo aver apposto il numero di protocollo sulla prima busta. Qualora la segnalazione dovesse riguardare lo stesso RPCT e/o il Componente del nucleo di supporto al RPCT, dovrà essere inoltrata all’ANAC.

Nell’ipotesi di soggetto esterno al Garante nazionale, la segnalazione dovrà pervenire all’indirizzo di posta certificata prot.segreteria@cert.garantenpl.it all’attenzione dell’RPCT; in questa ipotesi, che non comporta rischi di discriminazione nei confronti del soggetto segnalante poiché terzo rispetto al Garante nazionale, sarà comunque salvaguardata la riservatezza, riservando l’assegnazione e l’esame al RPCT ed al Componente del nucleo di supporto al RPCT.
 

Istruttoria della segnalazione

Il RPCT, con l’ausilio del Componente del nucleo di supporto al RPCT, prende in carico la segnalazione per una prima sommaria istruttoria; se indispensabile, richiede chiarimenti al segnalante e/o eventuali altri soggetti coinvolti nella segnalazione con l’adozione delle necessarie cautele. Sulla base di una valutazione dei fatti oggetto della segnalazione, potrà decidere, in caso di evidente e manifesta infondatezza, di archiviare la segnalazione. In caso contrario, valuterà a chi inoltrare la segnalazione in relazione ai profili di illiceità riscontrati tra i seguenti soggetti: Autorità giudiziaria; Corte dei conti; ANAC; Dipartimento della funzione pubblica. La tutela della riservatezza del segnalante va garantita anche nel momento in cui la segnalazione viene inoltrata a terzi. Nel caso di trasmissione a Autorità giudiziaria, Corte dei conti, ANAC, si avrà cura di evidenziare che si tratta di una segnalazione pervenuta da un soggetto cui l’ordinamento riconosce una tutela rafforzata della riservatezza ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 165/2001. Nel caso di trasmissione a soggetti interni all’Amministrazione dovrà essere inoltrato solo il contenuto della segnalazione, espungendo tutti i riferimenti dai quali sia possibile risalire all’identità del segnalante. I soggetti interni all’Amministrazione informano il RPCT dell’adozione di eventuali provvedimenti di propria competenza. La valutazione del RPCT dovrà concludersi entro il termine fissato di 120 giorni; i dati e i documenti oggetto della segnalazione vengono conservati a norma di legge.

Tutte le denunce, indipendentemente dal mezzo di trasmissione utilizzato (PEC o lettera), saranno esaminate esclusivamente dal RPCT e dal Componente del nucleo di supporto al RCPT. I suddetti soggetti e il ristretto numero di persone (3 di cui 1 è il Responsabile della U.O. e Componente del nucleo di supporto a RPCT) della Segreteria generale che gestiscono le segnalazioni sono tenute ad osservare in modo specifico gli obblighi di riservatezza imposti dalla normativa. In caso di trasmissione ad altri Uffici per la trattazione, sarà omessa l'indicazione di dati che potrebbero, anche indirettamente, rivelare l'identità del segnalante.

Il presente atto organizzativo è pubblicato sul sito del Garante nazionale nella sezione ‘Amministrazione trasparente’.

Roma, 15 giugno 2018

 

Mauro Palma