suicidio

Ventesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno

Roma, 25 maggio 2018 - Nei giorni in cui si sancisce la definitiva non emanazione del decreto di riforma dell’ordinamento penitenziario frutto di analisi di tutto il mondo che riflette attorno all’esecuzione penale, è grave e doloroso dover registrare ben venti suicidi di detenuti dall’inizio di quest’anno: tre solo nell’ultima settimana. Quello di ieri è avvenuto nella Casa circondariale di Verona e ha riguardato un detenuto marocchino a cui mancava ancora solo un anno di pena da espiare. Il Garante nazionale, mentre registra ancora una volta un episodio di criticità del sistema che coinvolge chi è ristretto e chi in esso opera, invita a riflettere sull’esecuzione penale in termini non ideologici o dettati dalla volontà di trasferire sul carcere le insicurezze sociali. Rinnova l’invito a non abbandonare il cammino intrapreso di pieno rispetto della finalità costituzionale delle pene perché esso rappresenta l’unico percorso per garantire l’effettiva sicurezza della società esterna e al contempo la tutela dei diritti fondamentali delle persone recluse.