Comunicati stampa

20 agosto 2018
Nave Diciotti: il Garante nazionale prende atto del quinto giorno di permanenza forzata dei 177 migranti salvati e informa le alte cariche dello Stato con le sue valutazioni sul caso

Continua l’interlocuzione istituzionale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà sul caso di rilevanza umanitaria della nave Diciotti, dove si trovano 177 migranti in permanenza forzata.
Stamattina il Garante nazionale ha informato le alte cariche dello Stato con alcune sue valutazioni sul caso.
La nave della Guardia Costiera ospita da cinque giorni i migranti, che sono stati salvati in acque Sar maltesi, e si trova in rada da almeno tre giorni al largo di Lampedusa, senza che sia stato ancora individuato un luogo di approdo

17 agosto 2018
Il Garante nazionale richiede urgenti informazioni a Ministero Interno e Guardia costiera su eventuale impedimento di approdo per nave Diciotti

Come già accaduto in recenti situazioni analoghe, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, interviene per richiedere urgenti informazioni alle autorità competenti in relazione a un caso di rilevanza umanitaria, il mancato approdo della nave Diciotti, della Marina militare.
La richiesta è stata espressa in una lettera inviata congiuntamente al Comandante generale della Guardia costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino e alla Capo Dipartimento libertà civili del Ministero dell'interno, Prefetto Gerarda Pantalone.
Secondo notizie riportate dalla stampa nazionale la nave avrebbe soccorso 190 persone in zona Sar maltese, in seguito Malta avrebbe opposto un rifiuto  a individuare un Place of safety (Pos). La Diciotti quindi avrebbe fatto sbarcare a Lampedusa tredici di queste persone che versavano in particolare stato di vulnerabilità.
Il Garante nazionale in particolare domanda delucidazioni sulla richiesta di un Place of safety, sulle ragioni di un eventuale diniego di approdo, sulle condizioni generali dei 177 migranti a bordo della nave, ormeggiata da 42 ore al largo di Lampedusa a quanto risulta da foto circolate sui social. L'intervento del Garante deriva dal fatto che in base al proprio mandato esso è chiamato a vigilare anche su possibili privazioni de facto della libertà e il caso della nave Diciotti sembrerebbe avere una configurazione di questo tipo, vista l'apparente prolungata assenza di indicazioni di sbarco. Nella lettera il Garante precisa di agire in via preventiva a protezione delle persone in situazione di possibile privazione della libertà, nonché di coloro che hanno operato e operano per il loro soccorso, ma anche a tutela del Paese, che potrebbe essere chiamato a rispondere in sedi internazionali per eventuali comportamenti omissivi.

07 agosto 2018
Il Garante nazionale invia al Ministro della Giustizia parere sullo schema di D.Lgs. relativo alla Legge sulla riforma dell'ordinamento penitenziario

Roma, 7 agosto 2018. Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha inviato oggi al Ministro della giustizia il proprio parere sullo schema di decreto legislativo relativo alla Legge di delega n.103 del 2017 sulla riforma dell’ordinamento penitenziario.
Il Garante nazionale prende atto che il Governo ha deciso di non esercitare la delega relativamente alla revisione di modalità e presupposti di accesso alle misure alternative, di revisione delle procedure di accesso alle medesime, di eliminazione di automatismi e preclusioni, di valorizzazione del volontariato, di riconoscimento del diritto all’affettività, nonché di revisione delle misure alternative finalizzate alla tutela del rapporto tra detenute e figli minori.

 

06 agosto 2018
Estate allarmante per i suicidi in carcere

Roma, 4 agosto 2018. Estate allarmante per i suicidi in carcere.
Di nuovo un suicidio in carcere: questa volta all’Istituto Marassi di Genova: un giovane poco più che trentenne per la prima volta in carcere: arrestato il 30 luglio era quindi detenuto da meno di una settimana.
Il suo reato era spaccio di lieve entità (così lo definisce la norma). La sua collocazione sociale era quella di giovane senegalese, con paternità e maternità sconosciute, disoccupato, senza fissa dimora. In sintesi, povero e solo. Piuttosto che centrare ora l’attenzione – seppure doverosa – verso le modalità con cui è stato o meno controllato in Istituto in quei pochi giorni, su come gli sia stato offerto quel riparo psicologico e materiale che è dovuto a ogni nuovo giunto in una istituzione chiusa, non sarebbe il caso di interrogarci socialmente su quali presidi sociali il mondo esterno offra a tali disperate giovani vite e su come implicitamente tale disinteresse non finisca col gettare tutta la responsabilità su quell’approdo tragico e finale rappresentato dalla reclusione in carcere?

03 agosto 2018
Giudizio di attesa del Garante nazionale sul Decreto del Governo in materia penitenziaria

Roma, 3 agosto 2018 - Sul filo di lana della scadenza il Governo ha approvato, in via preliminare, un Decreto che dà corpo ad alcune delle deleghe ricevute un anno fa dal Parlamento in materia penitenziaria.
Mancano alcuni punti di delega all’appello: l’assenza di tutti quelli relativi alle misure alternative e al loro possibile accesso, e di quelli relativi all’abolizione di automatismi che attualmente ne precludono l’accesso, rende il decreto approvato – in attesa di conoscerne il testo – comunque di ‘sapore’ diverso da quanto prospettato con la lunga operazione degli Stati generali e portato avanti dal passato governo. Non poteva essere diverso: il governo in carica ha sempre sostenuto di non condividere l’approccio alle misure alternative né come elemento di progressiva graduale flessibilità dell’esecuzione penale e tantomeno come modalità di riduzione dell’affollamento in carcere.

31 luglio 2018
Altri due suicidi in carcere: due morti in meno di 24 ore

Altri due suicidi nelle carceri italiane, due i morti in meno di 24 ore. Sono trenta le persone ristrette che dall’inizio dell’anno si sono tolte la vita: 29 negli Istituti di pena e una ricoverata in una Rems. Questa mattina è deceduto nel reparto di rianimazione del locale ospedale un cittadino tunisino di 33 anni che una settimana fa nell’Istituto di La Spezia si era impiccato nella sua stanza. 

31 luglio 2018
Vicenda nave Asso 28: forte preoccupazione del Garante nazionale. Richieste informazioni a autorità competenti

“Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, esprime forte preoccupazione in relazione alle notizie pubblicate da alcuni organi di stampa, riguardanti un possibile respingimento collettivo di migranti effettuato da una nave italiana verso la Libia.
Secondo le notizie pubblicate, la nave Asso 28, battente bandiera italiana, avrebbe soccorso in acque internazionali un natante con 108 persone a bordo, che poi avrebbe fatto sbarcare in Libia.
Se questo fosse confermato nelle modalità riportate dalla stampa, si tratterebbe di un episodio molto grave, che si potrebbe configurare come respingimento collettivo, vietato dalle norme internazionali.
I respingimenti collettivi sono quelli con i quali gruppi di migranti vengono respinti alla frontiera, espulsi o allontanati da una nave di un certo Stato senza che prima sia stata considerata la posizione individuale di ciascuno, né consentita la presentazione di una richiesta di asilo.
Purtroppo già una volta, nel 2009, l’Italia è incorsa in tale violazione, quando 200 persone vennero soccorse da tre navi italiane, della Guardia di Finanza e della Guardia costiera, in acque internazionali per poi essere trasferite in Libia.
La Corte dei diritti dell’Uomo in seguito condannò l’Italia per violazione del divieto di sottoporre a tortura e trattamenti disumani e degradanti (art. 3 CEDU), del divieto di non consentire la presentazione di un ricorso contro il respingimento (art.13 CEDU) e del divieto di espulsioni collettive (art.4 IV Protocollo aggiuntivo CEDU).
Alla luce di tali premesse, il Garante nazionale ricorda la necessità di rispettare e di fare rispettare scrupolosamente le norme del diritto internazionale in contesti pur difficili, concitati e delicati come quelli di un salvataggio in mare.
Soprattutto perché è in questione il rispetto di diritti fondamentali e inviolabili come quello della vita delle persone e in secondo luogo per le serie conseguenze di natura economica che possono derivare al Paese da condanne della Corte di Strasburgo.
Il Garante nazionale ha richiesto, in base al proprio mandato, ulteriori, ufficiali informazioni sulla vicenda alle autorità competenti.

14 luglio 2018
Visita lampo del Garante nazionale in Friuli Venezia Giulia

Roma, 14 luglio 2018 - È in corso in Friuli Venezia Giulia la visita del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale a Istituti penitenziari della Regione, visita resasi necessaria da alcune specifiche situazioni: la presenza di internati, in regime di 41 bis nella cosiddetta Casa lavoro della Casa circondariale di Tolmezzo e le condizioni igienico-sanitarie dell’Istituto di Trieste, più volte segnalato, anche dalla stampa.

11 luglio 2018
Plauso del Garante nazionale per la sentenza della Corte costituzionale 149/2018

Roma, 11 luglio 2018. Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà saluta con grande favore la sentenza odierna della Consulta (n. 149/2018) che ha dichiarato incostituzionale l’impossibilità di accedere, per un periodo eccessivamente lungo, a qualsiasi beneficio penitenziario per alcune categorie di detenuti, sulla base del reato commesso. Ha così ribadito la centralità per tutti del percorso compiuto al fine del reinserimento sociale.

10 luglio 2018
Significative criticità nelle strutture per la salute mentale in Sicilia orientale

Il Garante nazionale anticipa alcune valutazioni rispetto alle visite appena effettuate.
Gravi ritardi nella messa a punto operativa delle articolazioni di salute mentale nelle carceri della Sicilia: mai aperta quella del Pagliarelli di Palermo e priva di un protocollo con l’Azienda sanitaria competente quella del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Riguardo alle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) solo due sulle tre previste sono funzionanti (quelle di Naso e Caltagirone).