Comunicati stampa

25 novembre 2018
Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Promosso dal Garante nazionale il primo workshop europeo sulle vittime di tratta.
All’iniziativa, ospitata significativamente dalla Casa internazionale delle donne, hanno partecipato in qualità di relatori Maria Grazia Giammarinaro, Relatrice speciale dell’ONU sul traffico di esseri umani, nonché esponenti della magistratura, delle forze di Polizia, delle Associazioni di settore ed esperti di diritti umani.
 

21 novembre 2018
Garante nazionale e Procura di Napoli istituiscono un tavolo di lavoro comune permanente

Roma, 20 novembre 2018

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Giovanni Melillo, hanno sottoscritto un Protocollo d'intesa che impegna le due Istituzioni a realizzare azioni comuni per tutelare i diritti fondamentali delle persone private della libertà, per promuovere e accrescere la cultura di un’esecuzione della pena strettamente aderente al dettato costituzionale nel pieno rispetto della dignità di ogni persona.

12 novembre 2018
Diritti fondamentali e rimpatri forzati: due anni di monitoraggi del Garante nazionale

Roma, 10 novembre 2018

“Il Garante nazionale ha preso molto sul serio il compito di verificare il rispetto dei diritti fondamentali nel corso delle operazioni di rimpatrio forzato. Rispetto al 2017 abbiamo triplicato il numero di voli monitorati e da circa un anno è attivo un sistema nazionale di monitoraggio che coinvolge anche i garanti territoriali”. Lo afferma Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, in vista del primo convegno nazionale “Due anni di monitoraggi dei rimpatri forzati del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà” che si è tenuto lunedì 12 novembre al Senato, nella Sala Capitolare di Piazza delle Minerva.

Il Presidente Palma aggiunge: “Come emerge dal nostro Rapporto 2018 sui rimpatri forzati, che verrà reso pubblico la settimana prossima, sono diverse le criticità riscontrate nelle operazioni monitorate. L’uso delle misure coercitive non è in linea con gli standard europei e internazionali; la trasparenza di informazione va rigorosamente garantita, mentre i rimpatriandi spesso ignorano il motivo del loro trasferimento dal Centro. Altra area di centrale importanza è quella relativa alla tutela della salute: tutte le persone interessate da una procedura di rimpatrio forzato dovrebbero essere sottoposte a una preventiva verifica medica. Analogamente, va garantita la presenza fissa di un mediatore culturale sui voli di rimpatrio.

Positiva è la cooperazione con il Ministero dell’Interno nella formazione dei monitor e degli operatori di scorta. Lo stesso vale per la collaborazione mostrata nel comunicare le statistiche e nell’inoltrare le informazioni sui rimpatri che vengono quotidianamente effettuati.

A questo proposito una riflessione sui numeri. Nel 2017 sono state rimpatriate forzatamente 6.514 persone, di cui 2870 con scorta internazionale e 3644 senza scorta internazionale. Dunque una media di circa 543 persone al mese. Dal 1.01.2018 al 31.10.2018 sono state rimpatriate forzatamente 5306 persone, di cui 2889 con scorta internazionale e 2417 senza scorta internazionale. Dunque una media di circa 530 persone al mese. Questo vuol dire, a giudicare dalla media mensile, che il numero di rimpatri forzati effettuati si è leggermente ridotto rispetto allo scorso anno. La variazione verosimilmente dipende dal fatto che nel 2018 gli sbarchi sono diminuiti. In ogni caso, il Garante nazionale raccomanda di investire di più sui rimpatri volontari, che garantiscono una maggiore tutela dei diritti delle persone e che comportano anche un notevole risparmio per le casse dello Stato”.

Al convegno di lunedì, che sarà moderato da Daniela de Robert, componente del Collegio del Garante nazionale, interverranno in qualità di relatori: Massimiliano Bagaglini, Responsabile dell’Unità “Privazione della libertà e migranti” del Garante nazionale; Massimo Bontempi, Direttore della Direzione centrale immigrazione e polizia delle frontiere; Bruno Mellano, Garante regionale del Piemonte; Antonio Marchesi, Esperto in Diritti umani del Garante nazionale; Alessio Bruni, componente del Comitato consultivo del Consiglio ONU dei diritti umani; Adriano Silvestri, dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea; Magdalena Silska, Consigliere del Fundamental Rights Officer di Frontex; Arturo Salerni della Coalizione italiana libertà e diritti civili e Régis Brillat, Segretario esecutivo del Comitato europeo per la prevenzione della tortura.

05 novembre 2018
Preoccupazione del Garante per picco di suicidi in carcere

Roma, 5 novembre 2018 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute, Mauro Palma, esprime forte preoccupazione per il picco raggiunto dai suicidi di persone private della libertà: 53 detenuti e detenute si sono tolti la vita a partire dall’inizio dell’anno, di cui due nelle ultime 24 ore negli Istituti di Palermo-Pagliarelli e di Velletri.

Anche tenendo conto dell’incremento della popolazione carceraria verificatosi negli ultimi mesi, si tratta comunque di un numero allarmante. Da un lato perché supera già quello complessivo dei suicidi avvenuti lo scorso anno. E dall’altro perché alcune categorie di detenuti, come le donne o i cittadini stranieri, hanno visto crescere notevolmente il numero di suicidi, sempre rispetto al 2017.

Pur considerando le difficoltà di ricondurre eventi del genere a un’unica matrice e posto che la privazione della libertà personale inevitabilmente causa notevole sofferenza nella persone coinvolte, compito dello Stato, che dispone secondo la Legge quella stessa privazione, è fare il possibile per ridurre il rischio che la persona in questione non veda alternative rispetto a quella di porre tragicamente fine alla propria esistenza.

Pertanto, il Garante nazionale invita l’Amministrazione penitenziaria a continuare a tenere alta l’attenzione nei confronti dell’emergenza suicidi e dichiara la propria disponibilità a lavorare insieme su questo tema, con tutta la riservatezza necessaria, anche al fine di evitare fenomeni di emulazione.

Comprendere se tale scelta estrema si realizzi maggiormente in alcuni ambienti o in alcune fasi della detenzione potrebbe offrire elementi utili per prevenirla, mettendo in campo azioni mirate.

19 ottobre 2018
Il Garante nazionale rende pubblico il rapporto 2018 sui Centri per il rimpatrio

Roma, 19 ottobre 2018 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha reso pubblico il rapporto sulle visite effettuate all’inizio di quest’anno in quattro dei cinque Centri di permanenza per il rimpatrio attualmente attivi nel nostro Paese.

Il Garante nazionale ha visitato fra il febbraio e il marzo 2018 i CPR di Brindisi Restinco, Palazzo San Gervasio (PZ), Bari e Torino. Nel caso dei CPR di Brindisi e Torino si è trattato di una visita di follow-up, che faceva seguito alla visita del maggio 2017, sulla quale era stato stilato un precedente rapporto

Il testo del rapporto oggi reso pubblico è disponibile sul sito del Garante nazionale, così come la risposta del Ministero dell’Interno.

15 ottobre 2018
Audizione sul Decreto sicurezza: indeterminatezza nel lessico può generare arbìtri

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, è stato audito oggi in Senato alla Commissione Affari Costituzionali e ha espresso il proprio parere sul testo del Decreto Legge 4 ottobre 2018, n. 113, il cosiddetto Decreto Sicurezza.

Il Garante nazionale si è soffermato particolarmente sull’analisi del Titolo 1 del Decreto legge, riguardante ambiti di stretta competenza del Garante. Fra i punti oggetto del parere c’è il significativo prolungamento della durata del trattenimento presso i CPR dello straniero destinato al rimpatrio. A proposito di tale prolungamento, che incide fortemente sulla libertà personale, il Garante ha espresso la propria perplessità, rilevando che secondo i dati “storici” disponibili l’efficacia del sistema di trattenimento e rimpatrio non sembra direttamente correlata con l’estensione dei termini massimi di permanenza. 

Contrarietà viene espressa dal Garante a proposito dell’introduzione di una nuova ipotesi di trattenimento del richiedente asilo, la cui relativa norma, a giudizio del Garante, non disciplina tassativamente i presupposti alla base della misura di trattenimento, rischiando di amplificare ulteriormente la prassi della detenzione amministrativa, verso una categoria potenzialmente vulnerabile come quella dei richiedenti asilo. I termini di durata massima di trattenimento fissati da tale norma possono infatti arrivare fino a 210 giorni di detenzione ai fini puramente di verifica della cittadinanza di una persona.

In relazione, poi, all’ampliamento della tipologia dei luoghi di privazione della libertà personale destinati alla detenzione amministrativa, il Garante esprime forte preoccupazione per la previsione di tre nuove ipotesi di trattenimento in luoghi diversi dai CPR:

  1. trattenimento dei richiedenti asilo a fini identificativi negli hotspot o nei regional hub,
  2. trattenimento dello straniero da rimpatriare in ‘strutture idonee nella disponibilità dell’Autorità di pubblica sicurezza’
  3. trattenimento dello straniero da rimpatriare in ‘locali idonei in frontiera’.

In particolare, l’aggettivo ‘idoneo’ nei punti 2) e 3) si presta a un’applicazione del tutto arbitraria, senza la fissazione di standard minimi di detenzione da rispettare. Tale indeterminatezza dei luoghi di trattenimento può inoltre fare venire meno il controllo delle attività preposte, quale anche il potere di visita del Garante nazionale.

Per quanto riguarda il titolo 2 del Decreto Legge, a proposito dell’uso del taser, il Garante ha ribadito la necessità che questo venga considerato come una vera e propria arma, rinviando a quanto affermato in sede di Relazione  al Parlamento  2018

Il testo del parere è disponibile sul sito del Garante nazionale al seguente link

 

26 settembre 2018
Il Garante nazionale vicino a operatori e detenute della Casa circondariale femminile Rebibbia di Roma

Il Garante nazionale ha incontrato ieri il personale della Casa circondariale femminile Rebibbia, tra cui molte giovanissime operatrici di Polizia penitenziaria, che a soli pochi mesi dal loro inserimento operativo in un Istituto si sono trovate a fare fronte a una situazione così terribile. Lo shock per quanto è avvenuto è ancora palpabile, nonostante l’impegno continuo per rasserenare il clima nell’Istituto. Il Garante auspica che si implementi un supporto psicologico per il personale che ogni giorno lavora in prima linea e manifesta loro nuovamente la propria vicinanza.

(Foto: Lucamaleonte)

20 settembre 2018
Rimpatri forzati: tacere o dare informazioni scorrette ai rimpatriandi può costituire violazione

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha reso pubblico il rapporto sul monitoraggio di un volo di rimpatrio forzato verso la Nigeria, effettuato lo scorso 19 gennaio.

Il Garante nazionale è l’organismo cui lo Stato italiano ha affidato il monitoraggio delle operazioni di rimpatrio forzato, monitoraggio che viene condotto a campione.

Il volo di rimpatrio monitorato in quest’occasione è stato organizzato in collaborazione con l’Agenzia europea Frontex e ha riguardato l’allontanamento di 38 cittadini nigeriani espulsi dall’Italia, cinque dal Belgio e uno dalla Svizzera, Paesi che hanno partecipato all’operazione con proprio personale di scorta.

19 settembre 2018
La tragedia di Rebibbia: la comprensione nasce dal silenzio

“Di ciò di cui non si può parlare è bene che si taccia”. Scriveva in conclusione della sua opera principale Ludwig Wittgenstein e più volte abbiamo cercato di ripetercela da ieri mattina come invito agli altri e precetto per noi stessi, perché non si può parlare del dramma che avvolge una madre che – all’interno di una vita disperata e nel luogo della disperazione più che della speranza – distrugge la vita dei suoi figli.

09 settembre 2018
Lo Stato continui gli sforzi per estendere la legalità nell’area di San Ferdinando

Roma, 9 settembre 2018

Nel corso della visita regionale in Calabria, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha visitato nella giornata di domenica 9 settembre l’area attrezzata per lavoratori migranti stagionali, allestita nella zona di San Ferdinando dalla Prefettura di Reggio Calabria e dal locale Comune.