Comunicati stampa

27 gennaio 2020
Gradisca episodio allarmante, la cautela rimane ma no a omertà e impunità su eventuali violenze a danno del cittadino georgiano

Roma, 27 gennaio 2020 - Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, relativamente a quanto riportato a proposito dell’esito dell’esame autoptico sulla morte del migrante georgiano ospite del CPR di Gradisca, chiarisce quanto segue. Non essendo nello stile del Garante nazionale fornire anticipazioni rispetto a un esame ancora formalmente in corso, il non emergere, stando alle prime valutazioni dei periti, di elementi indicativi di un pestaggio come causa principale della morte di Vakhtang Enukidze non diminuisce l’assoluta volontà di fare piena luce su eventuali comportamenti lesivi della sua integrità fisica nel periodo in cui è stato privato della libertà da parte dell’autorità pubblica. Al contrario, la ricostruzione di ogni singola fase di tale periodo è necessaria per accertare eventuali responsabilità ed evitare qualsiasi sensazione d’impunità.

Per questo, il Garante nazionale seguirà con molta attenzione i risultati degli esami tossicologici e sottolinea il dovere per chiunque fosse stato testimone, o abbia avuto contezza del verificarsi di episodi di comportamenti lesivi nei confronti del signor Vakhtang di informarne l’autorità giudiziaria. Non deve esserci spazio per nessun sospetto di omertà o di impunità rispetto alla morte di un giovane uomo mentre era sotto la responsabilità dello Stato.

27 gennaio 2020
Il Garante esprime soddisfazione per il riconoscimento da parte delle Nazioni unite della sua positiva istituzione quale meccanismo indipendente di prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti

Roma, 06 febbraio 2020 - La revisione periodica universale (universal periodic review)  è una procedura che si svolge nell’ambito del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite (in cui l’Italia è stata eletta per il triennio 2019-2021). Si tratta di una revisione periodica relativa alla complessiva situazione dei diritti umani del Paese under review. L’Italia è stata esaminata davanti al working group il 4 novembre scorso. Il rapporto che contiene dichiarazioni  e  raccomandazioni nei confronti dell’Italia è stato infine pubblicato.

Tre dichiarazioni riguardano la positiva istituzione del Garante nazionale come meccanismo nazionale indipendente di prevenzione (Npm) ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura (Opcat)  (https://undocs.org/A/HRC/43/4).  C’è una sola raccomandazione (cui il nostro Paese dovrà dare risposta non più tardi della quarantatreesima sessione del Consiglio dei diritti umani) relativa al national preventive mechanism italiano evidentemente frutto di un malinteso: la raccomandazione n. 148.134  secondo cui l’Italia deve consentire al Npm l’accesso ai centri di detenzione amministrativa delle persone migranti. Infatti il Garante nazionale ha regolarmente accesso a tali strutture sin dall’inizio del suo mandato.

21 gennaio 2020
Stupore per comunicato stampa su Protocollo promosso da Garante regionale abruzzese

Roma, 21 gennaio 2020 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà esprime molto stupore per una nota dell’Agenzia di stampa quotidiana del Consiglio regionale dell’Abruzzo (Acra), pubblicata sul sito del Consiglio stesso,  relativa al Protocollo d’intesa fra Garante regionale, Carcere di Chieti e Università “G. D’Annunzio” circa una cooperazione da realizzare in tema di “osservazione scientifica della personalità dei detenuti ‘sex offender’” e di “iniziative trattamentali, culturali e sportive” riguardanti gli stessi detenuti. Tale nota riporta dei virgolettati attribuiti al Garante regionale dei detenuti, Gianmarco Cifaldi, dai quali si evince un contenuto molto diverso da quello del testo del Protocollo sottoscritto. 
Seguendo il ragionamento del comunicato, la ricerca in cantiere avrebbe caratteristiche inaccettabili, quali la conduzione di “test” che comprendono “registrazioni posturo-stabilometriche e termografiche” di reazioni a “stimoli somministrati attraverso immagini emotivamente significative ed emotivamente neutre”, come tali in contrasto con standard e indicazioni anche del Comitato europeo contro la tortura (CPT) oltre che dei principi su cui si basa l’azione del Garante nazionale.
D’altra parte, il Garante prende nota della rassicurazione avuta dal Garante regionale Cifaldi circa la non corrispondenza tra il comunicato in questione e quanto programmato e concordato con l’Amministrazione. In questo quadro il Garante regionale ha assicurato la rimozione del comunicato dal sito del Consiglio regionale abruzzese. 
In ogni caso, il Garante nazionale chiarisce che non consentirebbe mai l’attuazione di una ricerca che abbia caratteristiche in contrasto con gli standard internazionali e con il rispetto assoluto dei diritti delle persone private della libertà, anche considerando i limiti che la situazione soggettiva di tali persone determina relativamente alla genuinità del loro libero consenso. 
Contestualmente, il Garante nazionale ritiene perlomeno inopportuno che un’Autorità di garanzia si renda promotrice e attrice di iniziative che rientrano in realtà nella sfera del proprio controllo indipendente.
 

21 gennaio 2020
Rimpatri forzati: il Garante nazionale, che oggi ha presentato le sue Linee guida, sottolinea aspetti positivi e criticità

"Voglio sottolineare gli aspetti positivi dell'interlocuzione sviluppata tra il Garante nazionale e il Ministero dell'Interno sul fronte della protezione dei diritti fondamentali nel corso delle operazioni di rimpatrio forzato. C'è collaborazione e sinergia, come è naturale ci sia fra due parti dello stesso sistema. Si deve partire constatazione che nel nostro Paese negli ultimi anni si sono fatti grandi passi avanti su questo tema e che l'Italia in linea generale effettua i rimpatri forzati sostanzialmente in modo corretto...".

Lo afferma Mauro Palma, Garante nazionale delle persone private della libertà, nel corso del convegno internazionale dal titolo "Il monitoraggio dei rimpatri forzati in Italia e in Europa", svoltosi martedì 18 febbraio nello Spazio Europa, gestito dall'Ufficio in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

19 gennaio 2020
Visita del Garante nazionale al Cpr di Gradisca di Isonzo

Roma, 19 gennaio 2020 - A seguito dei gravi episodi che hanno coinvolto il Centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca di Isonzo e della morte di una persona ristretta nel Centro, Il Garante nazionale Mauro Palma lunedì pomeriggio visiterà il Centro insieme al Prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello e parlerà con le persone trattenute nel Cpr.
La visita sarà anche l’occasione per incontrare le Istituzioni del territorio e assumere ogni informazione circa le azioni da queste conseguentemente intraprese.
La presenza del Garante nazionale vuole così assicurare che la vicenda sarà seguita in ogni suo aspetto da un organismo indipendente nella consueta ottica di rispetto dei diritti delle persone private della libertà, del sostegno di chi opera in situazioni così complesse, di rispetto della comunità locale che ha il compito di ospitare tali strutture.

13 dicembre 2019
Il Garante nazionale ricevuto dal Presidente del Senato

Roma, 12 dicembre 2019 - Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha avuto un incontro a Palazzo Madama con il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in vista della Relazione al Parlamento che l’Autorità di garanzia terrà al Senato la prossima primavera. L’incontro è stata l’occasione per illustrare i molteplici compiti che il Garante nazionale porta avanti in virtù sia della legge nazionale che degli impegni internazionali assunti dall’Italia.

11 dicembre 2019
Congratulazioni alla nuova Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia

Roma, 11 dicembre 2019 - L’intero Collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà invia le più sentite congratulazioni alla giudice Marta Cartabia per la sua elezione a Presidente della Corte Costituzionale. 
Il Garante esprime le proprie felicitazioni per la scelta della Corte, anche per il significato che assume l’elezione di una donna, per la prima volta, al vertice dell’Istituzione a cui è affidata la funzione di giudice delle leggi. 
 

08 novembre 2019
Il Garante partecipa in qualità di persona offesa al procedimento su presunti episodi di maltrattamento nei confronti di detenuti nel carcere di San Gimignano

Roma, 8 novembre 2019 - In linea con la prassi seguita in casi analoghi, il Garante nazionale partecipa in qualità di persona offesa al procedimento riguardante presunti episodi di maltrattamento avvenuti nella Casa circondariale di San Gimignano. Tale ruolo nel procedimento, riconosciuto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siena che aveva notificato al Garante nazionale l’ordinanza applicativa della misura cautelare emessa nei confronti degli indagati, consentirà al Garante nazionale di seguire l’indagine e di contribuire a fare chiarezza su quanto avviene negli Istituti di pena e a contrastare l’impunità.
Il Garante nazionale verrà rappresentato dall’avvocato Michele Passione
Lo scorso 23 settembre il Garante nazionale, in concomitanza con la diffusione a mezzo stampa della notizia dell’indagine, aveva convocato una conferenza stampa nella quale aveva fornito alcuni chiarimenti sul contesto della notizia di reato e su altre inchieste analoghe condotte dalla magistratura.
 

04 novembre 2019
Laurea honoris causa a Mauro Palma da parte dell'Università Roma Tre

Roma, 5 novembre 2019 - Martedì 5 novembre l’Università degli Studi Roma Tre, nel corso di una cerimonia pubblica, ha conferito la laurea honoris causa a Mauro Palma, attuale Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, la più giovane Autorità indipendente del Paese, operativa dal 2016, e l’unica alla quale sia stata affidata primariamente una competenza in materia di tutela dei diritti umani. 
Palma è uno dei maggiori esperti a livello internazionale in tema di lotta alla tortura e delle diverse forme di privazione della libertà, in ambito non solo penale. Fondatore dell’Associazione Antigone, componente, e poi Presidente, del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti o pene inumani o degradanti (CPT), organo del Consiglio d’Europa, è di formazione matematico, un campo nel quale ha prodotto numerose pubblicazioni, fra le quali nel 2013, con Valter Maraschini, la Garzantina della Matematica. 
Le altre componenti del Collegio del Garante, Daniela de Robert ed Emilia Rossi, nonché tutto l’Ufficio del Garante esprimono le proprie sincere felicitazioni al Presidente Palma, per il prestigioso e meritato riconoscimento.
Il conferimento è avvenuto da parte del Rettore, Luca Pietromarchi. La Commissione di Laurea è stata presieduta dallo stesso Rettore e composta dai prof. Marco Ruotolo, Giovanni Serges, Giancarlo Monina, Antonio Carratta, Concetta Brescia Morra, Antonella Massaro, Patrizio Gonnella.
Alla cerimonia hanno presenziato fra gli altri il Presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, e l'ex Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, Guido Raimondi.
 

21 ottobre 2019
Il Garante nazionale sulle indagini per i maltrattamenti nel carcere di Torino

Roma, 21 ottobre 2019 – Il Garante nazionale segue con attenzione l’inchiesta della Procura di Torino su casi di maltrattamento nel carcere “Lorusso-Cutugno” di Torino. La situazione inizialmente riportata dalla Garante del Comune di Torino era stata oggetto di due visite all’Istituto da parte del Collegio del Garante nazionale. A queste aveva fatto seguito un incontro con il Procuratore capo di Torino e la presentazione di un esposto alla Procura. Insieme alla Garante comunale, continuiamo a seguire gli sviluppi dell’indagine, nel rispetto del lavoro degli inquirenti. 
Il Garante nazionale ribadisce ancora una volta il proprio apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia penitenziaria e anche per la capacità dimostrata di sapere andare fino in fondo nel portare avanti indagini su persone appartenenti allo stesso Corpo di Polizia. Individuare, isolare e sanzionare chi, all’interno della Polizia penitenziaria, compie azioni illecite o commette reati è il modo migliore per tutelare tutti quei lavoratori che fedelmente svolgono il loro difficile compito.
Ciò premesso, come Meccanismo nazionale di prevenzione della tortura in ambito Onu, il Garante nazionale esprime preoccupazione per l’emergere di situazioni di abusi da parte di chi, al contrario, dovrebbe garantire la sicurezza di tutti. Nel 2017 fu la Corte europea dei diritti dell’uomo a condannare l’Italia per l’assenza di possibile effettiva reazione a violazioni del divieto di tortura, a seguito di episodi accertati nel carcere di Asti. Nello stesso anno l’Italia ha finalmente previsto nel proprio codice penale tale reato e suscita allarme che in almeno due casi, finora emersi, tale fattispecie sia ravvisabile.
Il Garante nazionale riconferma la propria disponibilità a cooperare con l’Amministrazione per esaminare le radici di un fenomeno che, al di là delle qualificazioni giuridiche, è espressione di un problema e impone la necessità di investire in modo sostanziale sull’analisi dei modelli culturali e sulla formazione del personale.