Comunicati stampa

15 ottobre 2018
Audizione sul Decreto sicurezza: indeterminatezza nel lessico può generare arbìtri

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, è stato audito oggi in Senato alla Commissione Affari Costituzionali e ha espresso il proprio parere sul testo del Decreto Legge 4 ottobre 2018, n. 113, il cosiddetto Decreto Sicurezza.

Il Garante nazionale si è soffermato particolarmente sull’analisi del Titolo 1 del Decreto legge, riguardante ambiti di stretta competenza del Garante. Fra i punti oggetto del parere c’è il significativo prolungamento della durata del trattenimento presso i CPR dello straniero destinato al rimpatrio. A proposito di tale prolungamento, che incide fortemente sulla libertà personale, il Garante ha espresso la propria perplessità, rilevando che secondo i dati “storici” disponibili l’efficacia del sistema di trattenimento e rimpatrio non sembra direttamente correlata con l’estensione dei termini massimi di permanenza. 

Contrarietà viene espressa dal Garante a proposito dell’introduzione di una nuova ipotesi di trattenimento del richiedente asilo, la cui relativa norma, a giudizio del Garante, non disciplina tassativamente i presupposti alla base della misura di trattenimento, rischiando di amplificare ulteriormente la prassi della detenzione amministrativa, verso una categoria potenzialmente vulnerabile come quella dei richiedenti asilo. I termini di durata massima di trattenimento fissati da tale norma possono infatti arrivare fino a 210 giorni di detenzione ai fini puramente di verifica della cittadinanza di una persona.

In relazione, poi, all’ampliamento della tipologia dei luoghi di privazione della libertà personale destinati alla detenzione amministrativa, il Garante esprime forte preoccupazione per la previsione di tre nuove ipotesi di trattenimento in luoghi diversi dai CPR: 1) trattenimento dei richiedenti asilo a fini identificativi negli hotspot o nei regional hub, 2) trattenimento dello straniero da rimpatriare in ‘strutture idonee nella disponibilità dell’Autorità di pubblica sicurezza’ 3) trattenimento dello straniero da rimpatriare in ‘locali idonei in frontiera’.

In particolare, l’aggettivo ‘idoneo’ nei punti 2) e 3) si presta a un’applicazione del tutto arbitraria, senza la fissazione di standard minimi di detenzione da rispettare. Tale indeterminatezza dei luoghi di trattenimento può inoltre fare venire meno il controllo delle attività preposte, quale anche il potere di visita del Garante nazionale.

Per quanto riguarda il titolo 2 del Decreto Legge, a proposito dell’uso del taser, il Garante ha ribadito la necessità che questo venga considerato come una vera e propria arma, rinviando a quanto affermato in sede di Relazione  al Parlamento  2018

Il testo del parere è disponibile sul sito del Garante nazionale al seguente link

La registrazione video della seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato è visibile al seguente link.

 

26 settembre 2018
Il Garante nazionale vicino a operatori e detenute della Casa circondariale femminile Rebibbia di Roma

Il Garante nazionale ha incontrato ieri il personale della Casa circondariale femminile Rebibbia, tra cui molte giovanissime operatrici di Polizia penitenziaria, che a soli pochi mesi dal loro inserimento operativo in un Istituto si sono trovate a fare fronte a una situazione così terribile. Lo shock per quanto è avvenuto è ancora palpabile, nonostante l’impegno continuo per rasserenare il clima nell’Istituto. Il Garante auspica che si implementi un supporto psicologico per il personale che ogni giorno lavora in prima linea e manifesta loro nuovamente la propria vicinanza.

(Foto: Lucamaleonte)

20 settembre 2018
Rimpatri forzati: tacere o dare informazioni scorrette ai rimpatriandi può costituire violazione

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha reso pubblico il rapporto sul monitoraggio di un volo di rimpatrio forzato verso la Nigeria, effettuato lo scorso 19 gennaio.

Il Garante nazionale è l’organismo cui lo Stato italiano ha affidato il monitoraggio delle operazioni di rimpatrio forzato, monitoraggio che viene condotto a campione.

Il volo di rimpatrio monitorato in quest’occasione è stato organizzato in collaborazione con l’Agenzia europea Frontex e ha riguardato l’allontanamento di 38 cittadini nigeriani espulsi dall’Italia, cinque dal Belgio e uno dalla Svizzera, Paesi che hanno partecipato all’operazione con proprio personale di scorta.

19 settembre 2018
La tragedia di Rebibbia: la comprensione nasce dal silenzio

“Di ciò di cui non si può parlare è bene che si taccia”. Scriveva in conclusione della sua opera principale Ludwig Wittgenstein e più volte abbiamo cercato di ripetercela da ieri mattina come invito agli altri e precetto per noi stessi, perché non si può parlare del dramma che avvolge una madre che – all’interno di una vita disperata e nel luogo della disperazione più che della speranza – distrugge la vita dei suoi figli.

09 settembre 2018
Lo Stato continui gli sforzi per estendere la legalità nell’area di San Ferdinando

Roma, 9 settembre 2018

Nel corso della visita regionale in Calabria, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha visitato nella giornata di domenica 9 settembre l’area attrezzata per lavoratori migranti stagionali, allestita nella zona di San Ferdinando dalla Prefettura di Reggio Calabria e dal locale Comune.

08 settembre 2018
Visita regionale in Calabria del Garante privati libertà

Roma, 8 settembre 2018 – Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale è arrivato nella giornata di oggi in Calabria dove sta già effettuando una visita regionale. La visita comprenderà sia l’ambito penitenziario che i restanti contesti di competenza del Garante: strutture delle forze di polizia, strutture sanitarie dove si effettuano i trattamenti sanitari obbligatori, strutture per migranti, strutture per persone anziane o con disabilità.

30 agosto 2018
Post-sbarco Diciotti: richieste informazioni al Ministero dell’Interno su sistemazione delle persone e salvaguardie garantite

Roma, 30 agosto 2018 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha inviato una lettera riassuntiva al Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno, Prefetto Matteo Piantedosi, evidenziando la posizione espressa nei giorni scorsi dallo stesso Garante sulla permanenza forzata di alcune decine di migranti sulla Nave Diciotti.

24 agosto 2018
Il Garante nazionale invia due informative alle Procure di Agrigento e Catania dopo la visita alla nave Diciotti

La visita di una delegazione del Garante nazionale sulla nave Diciotti ha confermato le preoccupazioni per i rischi di violazione di norme nazionali e sovranazionali. Per tale motivo il Garante ha inviato una informativa su quanto riscontrato alle Procure di Agrigento e di Catania, che hanno aperto dei fascicoli relativamente alla vicenda Diciotti, per le loro opportune valutazioni.
 

22 agosto 2018
Visita del Garante nazionale alla nave Diciotti per verificare le condizioni dei 177 migranti

Di fronte al perdurare della situazione di stallo della nave Diciotti, con 177 migranti a bordo, da quasi una settimana privati di fatto della libertà senza alcuna base legale e tutela giudiziaria, il Garante nazionale visiterà domani con una sua delegazione la nave della Guardia costiera.

(Foto: AFP)

21 agosto 2018
Preoccupazione e rammarico deI Garante nazionale per la perdurante permanenza forzata di 177 migranti, in gran parte eritrei, sulla nave Diciotti

Roma, 21 agosto 2018. Il Garante nazionale, nel seguire la vicenda della nave Diciotti, ormeggiata nel porto di Catania con 177 persone a bordo e priva di autorizzazione allo sbarco dal 16 agosto scorso, in una lettera al Ministero dell’Interno esprime preoccupazione per la situazione di stallo venutasi a creare.
La maggioranza dei migranti sarebbe, secondo quanto risulta al Garante, di nazionalità eritrea e a bordo ci sarebbero anche oltre 20 minori non accompagnati.
Le persone a bordo della nave si trovano in una condizione di privazione della libertà di fatto: senza la possibilità di libero sbarco e senza che tale impossibilità di movimento sia supportata da alcun provvedimento che ne definisca giuridicamente lo stato. Ciò potrebbe configurarsi come violazione dell’articolo 13 della Costituzione e dell’articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
(foto AFP/LaPresse)