Comunicati stampa

17 aprile 2018
Soddisfazione del Garante nazionale per l’intervento del Presidente Fico sull'assegnazione del decreto in materia di ordinamento penitenziario

Roma, 17 aprile 2018 – Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha appreso con soddisfazione dell’iniziativa del Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, volta a sollecitare i Presidenti dei Gruppi parlamentari perché valutino la riassegnazione del provvedimento sull’ordinamento penitenziario alla Commissione speciale per l'esame di Atti del Governo.

11 aprile 2018
Mauro Palma: grave lo stop della Commissione speciale alla riforma

Con vivo stupore il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha appreso che la Commissione speciale della Camera dei Deputati non ha incluso nell’ordine del giorno dei provvedimenti che richiedono urgente considerazione quelli relativi all’esecuzione penale.
Si tratta di provvedimenti a lungo discussi, per più di due anni e con un largo coinvolgimento di operatori e analisti del settore, forze intellettuali, sociali, nonché ovviamente dei membri del Parlamento della XVII legislatura che hanno approvato un testo di Legge delega fedelmente ripreso e a volte anche in modo più ristrettivo dai decreti che attendono l’ultimo formale passaggio.
Negare un passaggio meramente consultivo finale, che non prevede possibilità di intervento di merito, denota una disattenzione grave rispetto all’ampio mondo di coloro che tale provvedimento da tempo attendono: non si tratta soltanto delle persone in esecuzione penale, si tratta anche di giuristi, magistrati, avvocati, direttori degli Istituti, operatori penitenziari di molteplice profilo che hanno dedicato nel tempo intelligenza ed energia nel proporre le linee per una esecuzione penale corrispondente in modo chiaro alla previsione costituzionale. Significa non considerare che proprio tale processo di coinvolgimento e previsione normativa ha determinato una nuova fiducia dell’Europa che, partendo da una prospettiva di sanzione nel 2013 per condizioni detentive irrispettose della dignità della persona, è giunta a riconoscere i passi che l’Italia ha compiuto per sanare tale grave criticità. Con il rischio che si possa riaprire la questione ora che il Parlamento manda un segnale di non volontà di proseguire tale percorso.
Il Garante si rivolge al Presidente della Camera, con il quale ha condiviso momenti di discussione proprio all’interno del Carcere di Rebibbia nel corso dell’anno passato, affinché le forze politiche siano invitate a rivedere l’ordine del giorno della Commissione speciale e a dare la possibilità che l’ultima tappa per l’adozione del provvedimento sia compiuta.

10 aprile 2018
Protocollo di Venezia su ricorsi migranti: grave rischio violazione diritti

Violazione della riservatezza dei dati sensibili, violazione del diritto alla difesa, possibile grave discriminazione. Queste le criticità che il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale individua nel Protocollo tra il Tribunale e l’Ordine degli avvocati di Venezia sulla gestione delle udienze di discussione dei ricorsi in materia di richiesta di asilo.

Sollecitato dal Ministero della Giustizia, il Garante nazionale ha esaminato il testo del Protocollo siglato a Venezia il 6 marzo scorso sulla gestione dei ricorsi avanti alla “Sezione Specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea”.

Il Garante esprime estrema perplessità sul tenore complessivo del documento e ritiene alcuni aspetti non accettabili per la loro possibile interpretazione discriminatoria.
In particolare, appare al Garante in violazione dei diritti fondamentali della persona la clausola prevista al numero 7 del documento: l’obbligo del difensore di comunicare al giudice le eventuali malattie infettive del suo assistito e di richiedere a quest'ultimo la produzione di un certificato che attesti l'assenza di pericolo di contagio. Colpiscono negativamente l’impostazione culturale che tale disposto esprime e la lesione della tutela dei dati sensibili garantita dalla legge, del diritto alla riservatezza, del rispetto della dignità della persona.

Il Garante ritiene inoltre che questa disposizione vìoli il rapporto di fiducia intrinseco all'esercizio del diritto di difesa e si ponga in insanabile contrasto con i doveri di riservatezza e di segretezza riguardo a tutte le informazioni ricevute nello svolgimento del mandato difensivo, che il codice deontologico impone agli avvocati.

Infine, la norma di fatto genera una ingiustificabile disparità di trattamento dei migranti che compaiono di fronte alla sezione specializzata del Tribunale di Venezia rispetto a tutti gli altri utenti della giustizia, con il rischio di connotati discriminatori: non risulta infatti che analoghe precauzioni siano disposte in tutti i procedimenti giudiziari e nei confronti di tutte le persone che vi partecipano.

Al seguente link il testo del parere inviato al Ministero della Giustizia.

 

16 marzo 2018
Approvazione della riforma penitenziaria

Soddisfazione del Garante nazionale per l’ulteriore passo del Governo verso il completamento del percorso legislativo di approvazione della riforma penitenziaria.

14 marzo 2018
Hotspot Lampedusa: chiusura sia occasione per cambio di passo sui diritti

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale prende atto della chiusura dell’hotspot di Lampedusa disposta in via temporanea dal Ministero dell’Interno. Per quanto riguarda le notizie pubblicate da alcuni organi di stampa sulle criticità riguardanti l’hotspot, peraltro già rilevate dallo stesso Garante nazionale, e sulle tensioni che si sono verificate negli ultimi giorni al suo interno, il Garante nazionale ribadisce la sua costante attenzione verso la situazione nella struttura dell’isola.
In particolare, rende noto di avere avviato da tempo un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, tesa fra l’altro a verificare alcune circostanze particolarmente allarmanti, che saranno al centro del rapporto sulla visita effettuata lo scorso 23 gennaio, di prossimo invio alle autorità competenti e successiva pubblicazione.
Gli interventi da realizzare nell’hotspot non si dovranno limitare a una mera ristrutturazione materiale, pure assolutamente necessaria e più volte sollecitata. Serve soprattutto porre le basi perché si verifichi un vero cambio di passo sulla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri ospitati nella struttura, a partire dai tempi di permanenza, che devono essere nei limiti, normativamente previsti, delle 48 ore.
Sul piano più generale è ormai tempo che si definisca un quadro di regole chiaro e trasparente su un sistema - quello degli hotspot - la cui natura giuridica rimane dopo anni ancora ambigua e rischia di configurarsi di fatto come una privazione della libertà personale senza tutela giurisdizionale.
 

08 marzo 2018
Visitato il Carcere delle Vallette

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha effettuato una visita alla Casa circondariale Lorusso e Cotugno (“Vallette”) di Torino.

In particolare, il Garante nazionale ha visitato la sezione di articolazione di salute mentale denominata “sestante” e la sezione di isolamento denominata “filtro”.

Si è trattato di una visita di follow-up, cioè che ha fatto seguito ad altre effettuate in passato, tesa a verificare lo stato di attuazione di precedenti raccomandazioni inviate alle Autorità competenti.

Alla visita erano presenti il Presidente, Mauro Palma, e la componente del Collegio del Garante, Emilia Rossi, insieme ad alcuni membri dell’Ufficio del Garante.

Come di consueto, il Garante nazionale redigerà un rapporto su quanto riscontrato, che invierà alle Autorità interessate e che sarà successivamente pubblicato sul sito web.

07 marzo 2018
Avviato il monitoraggio sui TSO: visitato l'SPDC di Colleferro

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha avviato il monitoraggio delle strutture sanitarie nelle quali vengono eseguiti trattamenti sanitari obbligatori (TSO). In particolare, il Garante nazionale ha visitato il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (SPDC) di Colleferro (Rm), una delle tre strutture per i TSO della ASL RM 5 (le altre due sono quelle di Tivoli e Monterotondo).
I TSO, che per definizione costituiscono una privazione della libertà personale, seppur per fini medici e limitata nel tempo, finora erano stati oggetto di attenzione del Garante nazionale soprattutto in termini statistici e di definizione degli standard generali da garantire.
La visita a Colleferro, che - contrariamente a quanto avverrà in seguito - era stata annunciata precedentemente, si è svolta in un clima di grande collaborazione. Il Garante nazionale ha discusso vari aspetti relativi alla presa in carico, all’organizzazione della giornata, all’attenzione terapeutica e alla contenzione con il Dr. Giuseppe Nicolò, Direttore del Dipartimento di salute mentale della ASL RM G, con il Dr. Enrico Pompili, Direttore dell’Unità operativa complessa dello stesso Dipartimento, nonché con il personale della struttura.
Alla visita erano presenti il Presidente, Mauro Palma, la componente del Collegio del Garante, Daniela de Robert, insieme a Gilda Losito, responsabile dell’Unità salute, e Antonio Martucci, componente della stessa Unità.
Lo scorso 12 febbraio nell’ambito della conferenza stampa di presentazione del piano di monitoraggio delle strutture per persone con disabilità, il Garante nazionale aveva annunciato l’avvio delle visite ai Servizi psichiatrici nei quali sono ricoverate le persone sottoposte a TSO.
 

19 febbraio 2018
Riforma dell’ordinamento penitenziario: Il Garante nazionale critico sul parere della Commissione Giustizia del Senato

Con una nota inviata oggi al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha espresso le proprie considerazioni critiche sul parere della Commissione Giustizia del Senato sullo schema di decreto legislativo di riforma dell’ordinamento penitenziario.
Al contempo, il Garante ha formulato l’auspicio che il Governo porti a termine la strada intrapresa e, compatibilmente con gli adempimenti procedurali previsti dalla legge, emani il decreto legislativo nella sua forma originaria.

06 febbraio 2018
Il Garante nazionale privati libertà e la nuova sfida del monitoraggio delle strutture per persone con disabilità

Incontro con la stampa del Garante nazionale dei diritti e delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, sul tema delle strutture per persone con disabilità: lunedì 12 febbraio, ore 11,00 nella Sala Riunioni della sede del Garante nazionale, I piano, via San Francesco di Sales 34, 00165 Roma

25 gennaio 2018
Norme e Normalità

Lunedì 29 gennaio 2018, presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà ha presentato Norme e normalità, La raccolta delle Raccomandazioni indirizzate in questo primo anno di attività all’Amministrazione penitenziaria a seguito delle visite fatte a 59 Istituti di detenzione, nelle diverse sezioni di tutti i livelli di specialità e sicurezza (incluse tutte le sezioni del 41-bis).