Comunicati stampa

21 gennaio 2020
Stupore per comunicato stampa su Protocollo promosso da Garante regionale abruzzese

Roma, 21 gennaio 2020 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà esprime molto stupore per una nota dell’Agenzia di stampa quotidiana del Consiglio regionale dell’Abruzzo (Acra), pubblicata sul sito del Consiglio stesso,  relativa al Protocollo d’intesa fra Garante regionale, Carcere di Chieti e Università “G. D’Annunzio” circa una cooperazione da realizzare in tema di “osservazione scientifica della personalità dei detenuti ‘sex offender’” e di “iniziative trattamentali, culturali e sportive” riguardanti gli stessi detenuti. Tale nota riporta dei virgolettati attribuiti al Garante regionale dei detenuti, Gianmarco Cifaldi, dai quali si evince un contenuto molto diverso da quello del testo del Protocollo sottoscritto. 
Seguendo il ragionamento del comunicato, la ricerca in cantiere avrebbe caratteristiche inaccettabili, quali la conduzione di “test” che comprendono “registrazioni posturo-stabilometriche e termografiche” di reazioni a “stimoli somministrati attraverso immagini emotivamente significative ed emotivamente neutre”, come tali in contrasto con standard e indicazioni anche del Comitato europeo contro la tortura (CPT) oltre che dei principi su cui si basa l’azione del Garante nazionale.
D’altra parte, il Garante prende nota della rassicurazione avuta dal Garante regionale Cifaldi circa la non corrispondenza tra il comunicato in questione e quanto programmato e concordato con l’Amministrazione. In questo quadro il Garante regionale ha assicurato la rimozione del comunicato dal sito del Consiglio regionale abruzzese. 
In ogni caso, il Garante nazionale chiarisce che non consentirebbe mai l’attuazione di una ricerca che abbia caratteristiche in contrasto con gli standard internazionali e con il rispetto assoluto dei diritti delle persone private della libertà, anche considerando i limiti che la situazione soggettiva di tali persone determina relativamente alla genuinità del loro libero consenso. 
Contestualmente, il Garante nazionale ritiene perlomeno inopportuno che un’Autorità di garanzia si renda promotrice e attrice di iniziative che rientrano in realtà nella sfera del proprio controllo indipendente.
 

19 gennaio 2020
Visita del Garante nazionale al Cpr di Gradisca di Isonzo

Roma, 19 gennaio 2020 - A seguito dei gravi episodi che hanno coinvolto il Centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca di Isonzo e della morte di una persona ristretta nel Centro, Il Garante nazionale Mauro Palma lunedì pomeriggio visiterà il Centro insieme al Prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello e parlerà con le persone trattenute nel Cpr.
La visita sarà anche l’occasione per incontrare le Istituzioni del territorio e assumere ogni informazione circa le azioni da queste conseguentemente intraprese.
La presenza del Garante nazionale vuole così assicurare che la vicenda sarà seguita in ogni suo aspetto da un organismo indipendente nella consueta ottica di rispetto dei diritti delle persone private della libertà, del sostegno di chi opera in situazioni così complesse, di rispetto della comunità locale che ha il compito di ospitare tali strutture.

13 dicembre 2019
Il Garante nazionale ricevuto dal Presidente del Senato

Roma, 12 dicembre 2019 - Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha avuto un incontro a Palazzo Madama con il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in vista della Relazione al Parlamento che l’Autorità di garanzia terrà al Senato la prossima primavera. L’incontro è stata l’occasione per illustrare i molteplici compiti che il Garante nazionale porta avanti in virtù sia della legge nazionale che degli impegni internazionali assunti dall’Italia.

11 dicembre 2019
Congratulazioni alla nuova Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia

Roma, 11 dicembre 2019 - L’intero Collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà invia le più sentite congratulazioni alla giudice Marta Cartabia per la sua elezione a Presidente della Corte Costituzionale. 
Il Garante esprime le proprie felicitazioni per la scelta della Corte, anche per il significato che assume l’elezione di una donna, per la prima volta, al vertice dell’Istituzione a cui è affidata la funzione di giudice delle leggi. 
 

08 novembre 2019
Il Garante partecipa in qualità di persona offesa al procedimento su presunti episodi di maltrattamento nei confronti di detenuti nel carcere di San Gimignano

Roma, 8 novembre 2019 - In linea con la prassi seguita in casi analoghi, il Garante nazionale partecipa in qualità di persona offesa al procedimento riguardante presunti episodi di maltrattamento avvenuti nella Casa circondariale di San Gimignano. Tale ruolo nel procedimento, riconosciuto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siena che aveva notificato al Garante nazionale l’ordinanza applicativa della misura cautelare emessa nei confronti degli indagati, consentirà al Garante nazionale di seguire l’indagine e di contribuire a fare chiarezza su quanto avviene negli Istituti di pena e a contrastare l’impunità.
Il Garante nazionale verrà rappresentato dall’avvocato Michele Passione
Lo scorso 23 settembre il Garante nazionale, in concomitanza con la diffusione a mezzo stampa della notizia dell’indagine, aveva convocato una conferenza stampa nella quale aveva fornito alcuni chiarimenti sul contesto della notizia di reato e su altre inchieste analoghe condotte dalla magistratura.
 

04 novembre 2019
Laurea honoris causa a Mauro Palma da parte dell'Università Roma Tre

Roma, 5 novembre 2019 - Martedì 5 novembre l’Università degli Studi Roma Tre, nel corso di una cerimonia pubblica, ha conferito la laurea honoris causa a Mauro Palma, attuale Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, la più giovane Autorità indipendente del Paese, operativa dal 2016, e l’unica alla quale sia stata affidata primariamente una competenza in materia di tutela dei diritti umani. 
Palma è uno dei maggiori esperti a livello internazionale in tema di lotta alla tortura e delle diverse forme di privazione della libertà, in ambito non solo penale. Fondatore dell’Associazione Antigone, componente, e poi Presidente, del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti o pene inumani o degradanti (CPT), organo del Consiglio d’Europa, è di formazione matematico, un campo nel quale ha prodotto numerose pubblicazioni, fra le quali nel 2013, con Valter Maraschini, la Garzantina della Matematica. 
Le altre componenti del Collegio del Garante, Daniela de Robert ed Emilia Rossi, nonché tutto l’Ufficio del Garante esprimono le proprie sincere felicitazioni al Presidente Palma, per il prestigioso e meritato riconoscimento.
Il conferimento è avvenuto da parte del Rettore, Luca Pietromarchi. La Commissione di Laurea è stata presieduta dallo stesso Rettore e composta dai prof. Marco Ruotolo, Giovanni Serges, Giancarlo Monina, Antonio Carratta, Concetta Brescia Morra, Antonella Massaro, Patrizio Gonnella.
Alla cerimonia hanno presenziato fra gli altri il Presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, e l'ex Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, Guido Raimondi.
 

21 ottobre 2019
Il Garante nazionale sulle indagini per i maltrattamenti nel carcere di Torino

Roma, 21 ottobre 2019 – Il Garante nazionale segue con attenzione l’inchiesta della Procura di Torino su casi di maltrattamento nel carcere “Lorusso-Cutugno” di Torino. La situazione inizialmente riportata dalla Garante del Comune di Torino era stata oggetto di due visite all’Istituto da parte del Collegio del Garante nazionale. A queste aveva fatto seguito un incontro con il Procuratore capo di Torino e la presentazione di un esposto alla Procura. Insieme alla Garante comunale, continuiamo a seguire gli sviluppi dell’indagine, nel rispetto del lavoro degli inquirenti. 
Il Garante nazionale ribadisce ancora una volta il proprio apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia penitenziaria e anche per la capacità dimostrata di sapere andare fino in fondo nel portare avanti indagini su persone appartenenti allo stesso Corpo di Polizia. Individuare, isolare e sanzionare chi, all’interno della Polizia penitenziaria, compie azioni illecite o commette reati è il modo migliore per tutelare tutti quei lavoratori che fedelmente svolgono il loro difficile compito.
Ciò premesso, come Meccanismo nazionale di prevenzione della tortura in ambito Onu, il Garante nazionale esprime preoccupazione per l’emergere di situazioni di abusi da parte di chi, al contrario, dovrebbe garantire la sicurezza di tutti. Nel 2017 fu la Corte europea dei diritti dell’uomo a condannare l’Italia per l’assenza di possibile effettiva reazione a violazioni del divieto di tortura, a seguito di episodi accertati nel carcere di Asti. Nello stesso anno l’Italia ha finalmente previsto nel proprio codice penale tale reato e suscita allarme che in almeno due casi, finora emersi, tale fattispecie sia ravvisabile.
Il Garante nazionale riconferma la propria disponibilità a cooperare con l’Amministrazione per esaminare le radici di un fenomeno che, al di là delle qualificazioni giuridiche, è espressione di un problema e impone la necessità di investire in modo sostanziale sull’analisi dei modelli culturali e sulla formazione del personale. 
 

02 ottobre 2019
Garante nazionale e Portavoce dei Garanti territoriali sul valore del sostegno al reinserimento sociale

Roma, 2 ottobre 2019 - Senza intervenire sul merito di casi specifici recenti, il Garante nazionale e il Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali dei diritti delle persone detenute o private della libertà ribadiscono che il sostegno al reinserimento sociale delle persone condannate è elemento essenziale della rieducazione del condannato richiesta dall’articolo 27 della Costituzione. Gli strumenti con cui si attua tale sostegno non ammettono discriminazioni per titolo di reato. Ciò perché queste misure sono volte al recupero e al positivo ritorno nella società esterna, anche attraverso la promozione della ricerca di opportunità lavorative.
Proprio per tali finalità di supporto sociale e di inserimento lavorativo, quindi, le misure previste per legge in termini generali sono giustamente offerte anche ai condannati che ne abbiano requisiti, così assolvendo a una funzione costituzionalmente orientata.
 

21 settembre 2019
Il Garante nazionale tiene sotto osservazione la situazione nel Cpr di Roma dopo i disordini di venerdì

Roma, 21 settembre 2019 -Nel corso dei disordini che si sono verificati ieri nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria di Roma, il Garante nazionale è stato costantemente in contatto con la Prefettura della Capitale sull'evolversi degli eventi.

Nella giornata di oggi ha inviato un proprio delegato a verificare direttamente la situazione. I danni risultano importanti: due settori sono completamente danneggiati e resi inutilizzabili dalle fiamme appiccate da alcuni ospiti, mentre in altri tre settori sono inagibili solo le aree destinate alla socialità. I posti letto compromessi sono in tutto fra i 16 e i 20. I vigili del fuoco hanno dichiarato agibili i restanti ambienti del Centro.

Per tale motivo, alcuni ospiti sono stati spostati: in parte sono stati alloggiati in altri settori del Cpr laddove vi erano posti disponibili, mentre altri sono stati trasferiti nel Cpr di Palazzo San Gervasio in Basilicata. A causa del forte odore di bruciato, che persisteva ancora oggi, alcuni dei migranti trattenuti nel Centro hanno trascorso la notte all’aperto. La situazione sembra ora tornata sotto controllo, tuttavia alcuni importanti interventi di manutenzione e ripristino vanno realizzati con urgenza, in modo da rendere nuovamente gli ambienti del tutto utilizzabili. Il Garante nazionale continuerà a tenere sotto osservazione la situazione nel Cpr.

Nella mattinata, il Garante nazionale ha congiuntamente monitorato un'operazione di rimpatrio forzato verso la Nigeria, già da tempo in programma, che partiva proprio dal Cpr di Roma. Tale operazione, realizzata con un volo charter, era stata proprio all'origine dei disordini di ieri, con un'aggressione a un operatore e l’incendio che ha danneggiato il Centro.

30 agosto 2019
Appello del Garante nazionale per la situazione della nave “Mare Jonio”

Roma, 30 agosto 2019 - Il Garante nazionale scrive al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al fine di sollecitare una soluzione per la vicenda della nave “Mare Jonio” ancora bloccata in mare in balia delle condizioni meteo senza alcuna prospettiva di sbarco, non avendo ottenuto dalle Autorità italiane, tempestivamente interpellate, indicazione alcuna rispetto a un possibile luogo sicuro di approdo.
Dal 28 agosto, infatti, le 98 persone soccorse nel Mediterraneo centrale, si sono trovate sotto la completa e diretta responsabilità dell’Italia, Stato di bandiera del vascello, e, quindi, sotto la giurisdizione del nostro Paese, titolare in via esclusiva della vicenda. Una situazione che non può e non deve ulteriormente protrarsi.
Compito del Garante nazionale – scrive Mauro Palma – è invocare la tutela dei diritti delle persone tratte in salvo, di fatto impedite nella loro libertà di movimento, anche perché la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Convenzione di Ginevra del 1951 potrebbe comportare in sede internazionale conseguenti profili di responsabilità a carico del nostro Paese.
Al di là delle considerazioni tecnico giuridiche, il Garante esprime sgomento nel vedere le immagini dello sbarco di bambini in tenera età avvenuto nella notte, ribadendo che mai la libertà delle persone può divenire strumento di pressione politica e riaffermando il valore della centralità della persona.
Nella lettera inviata al Presidente del Consiglio il Garante Nazionale, pur considerando la problematicità del momento politico che vede le Istituzioni impegnate in delicate consultazioni per la formazione del nuovo Governo, sottolinea che, proprio in tale fase, sarebbe importante ritrovare intese non solo dirette a garantire la governabilità del Paese, ma anche una rinnovata convergenza su principi e valori che la nostra Carta costituzionale tutela come fondamentali e che lo stesso Presidente del Consiglio, nel ricevere l’incarico di formare il nuovo esecutivo, ha invocato.