Comunicati stampa

19 giugno 2020
CONSEGNA DELLA RELAZIONE 2020 AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Roma, 19 giugno 2020 - Questa mattina al palazzo del Quirinale il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha consegnato al Presidente della Repubblica la Relazione al Parlamento di quest’anno che riguarda dati e attività del 2019 e dei primi cinque mesi del 2020.

La consegna al Capo dello Stato ha anticipato la presentazione della Relazione al Parlamento che si terrà il 26 giugno prossimo alle ore 10 e sarà accessibile via collegamento su piattaforma Teams (il link può essere richiesto a segreteria@garantenpl.it).

11 maggio 2020
Video con Tso a persona in strada a Ravanusa (AG): profonda perplessità del Garante nazionale, che chiede a Sindaco e Autorità sanitarie tutta la documentazione sull’accaduto

Roma, 11 maggio 2020 - Il Garante nazionale delle persone private della libertà, in considerazione di notizie e filmati pubblicati riguardanti la sottoposizione a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) del signor Dario Musso, avvenuta a Ravanusa in provincia di Agrigento, e della registrazione del suo successivo colloquio con i familiari, ha chiesto una relazione d’informazione al Sindaco della cittadina, Carmelo D’Angelo, formalmente responsabile per il provvedimento di Tso, e alle Autorità sanitarie, relativamente alle modalità di attuazione e al successivo sviluppo di tale trattamento.

Le immagini, infatti, delineano una situazione quantomeno irrituale, essendo stata la persona atterrata prona sull’asfalto dagli agenti intervenuti, poi ammanettata e sedata in loco con una iniezione farmacologica.

Nel ricordare il proprio ruolo di Autorità di garanzia in tutti i casi in cui la libertà personale è privata, qualunque ne possa essere la causa, il Garante nazionale ha chiesto informazioni circa le persone che hanno operato (il Corpo di appartenenza degli agenti e l’Azienda sanitaria da cui gli operatori sanitari dipendono) e di conoscere gli elementi che hanno indotto all’avvio della procedura; gli estremi della convalida del provvedimento di Tso da parte del Giudice tutelare; i tempi intercorsi tra la disposizione del Tso stesso e la sua convalida; la durata del trattamento.

Anche quanto appreso dalla registrazione della comunicazione del signor Musso con i propri congiunti ha richiesto un chiarimento, questa volta indirizzato all’Autorità sanitaria. Deve, infatti, essere fatta chiarezza circa l’impiego della contenzione meccanica, le terapie in essere e le condizioni attuali della persona.

Nel testo delle lettere inviate, il Garante nazionale nota che è la trasparenza di tutte le singole fasi decisionali e attuative di tali operazioni a garantire tutti coloro che intervengono, rispetto a ipotesi di trattamenti contrari alla dignità e all’integrità della persona. E, se del caso, a rendere possibile sanzionare coloro che agiscono in modo non lecito, al fine di tutelare la stragrande maggioranza degli altri che mantengono professionalità e correttezza anche in questi frangenti.

Attende, quindi, un rapido riscontro delle proprie richieste da parte delle Autorità a cui ha inviato le lettere.

02 maggio 2020
Il Garante nazionale smentisce le notizie diffuse oggi dal sito Milano Today

Roma, 2 maggio 2020

Il Garante nazionale smentisce le notizie diffuse oggi dal sito Milano Today circa la presenza di 159 detenuti e 215 agenti penitenziari positivi al Covid-19 nell'Istituto di San Vittore. Come è scritto nel Bollettino del Garante nazionale di ieri, 1° maggio, tali numeri riguardano il contesto nazionale e non certo un singolo Istituto. Chiede pertanto a Milano Today, anche al fine di rassicurare i propri lettori, di pubblicare una rettifica e invita i media a riportare con cura i dati che il Garante nazionale fornisce, evitando di diffondere informazioni sbagliate che possono creare inesistenti allarmi, come è successo oggi.

02 maggio 2020
Il Garante nazionale augura buon lavoro al nuovo Capo del DAP

Roma, 2 maggio 2020 - Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale saluta positivamente la nomina del dr. Dino Petralia a nuovo Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

Il suo percorso professionale e la sua ben conosciuta capacità di gestione di diverse situazioni nell’ambito della carriera di magistrato costituiscono una importante premessa per la conduzione di un settore fondamentale, quale è quello dell’Amministrazione penitenziaria, che è chiamato a tenere sempre insieme istanze di sicurezza e rispetto dei diritti, all’interno del profilo che la Costituzione definisce per l’esecuzione delle pene.

La gestione del Dipartimento, soprattutto nell’attuale momento di particolare criticità che attraversa il Paese e che ancor più è avvertito in tutti i luoghi di privazione della libertà personale, richiede particolare vicinanza e guida verso chi in essi opera, con dedizione e abnegazione, secondo le diverse professionalità, e al contempo una forte attenzione affinché venga sempre costruita per chi in essi è ristretto la prospettiva di un reinserimento sociale in condizioni tali da diminuire al massimo il rischio di recidivare il reato. Ciò richiede grandi capacità manageriali, oltre che giuridiche e istituzionali, nonché l’attitudine a tessere connessioni proficue con quella realtà sociale che in molte sue espressioni contribuisce in modo significativo alla costruzione di percorsi importanti all’interno e all’esterno del carcere.

Il Garante nazionale è certo che la nuova conduzione del Dipartimento saprà muoversi in questa direzione e si dichiara sin da ora disponibile alla massima collaborazione in quello spirito attento, vigile e cooperativo che sempre guida la propria azione istituzionale.

 

26 aprile 2020
Comunicato stampa su allarme sulla diffusione del Covid-19 negli Istituti penitenziari

Roma, 26 aprile 2020 - Notizie false e gonfiate, con dati disomogenei sommati tra loro in maniera da rappresentare una situazione di allarme sulla diffusione del Covid-19 negli Istituti penitenziari che allo stato non c’è.

Il Garante nazionale smentisce i dati pubblicati oggi da un quotidiano nazionale secondo cui in alcune carceri ci sarebbero centinaia di persone detenute positive, intere ali di alcuni Istituti isolate e oltre 500 operatori della Polizia penitenziaria contagiati dal virus. I dati riportati, alcuni aggiornati a 20 giorni fa, mescolano le persone riscontrate positive al virus a coloro che sono in isolamento precauzionale: due situazioni ben differenti tra loro.

Il Garante nazionale condanna ogni tentativo di creare allarme, strillando numeri e dati senza fondamento, alimentando paura e preoccupazione tra chi vive e chi lavora in carcere e anche tra i familiari delle persone ristrette. Il dolore delle famiglie lontane e il timore per le informazioni fatte circolare che si sono riversate sul Garante nazionale ci spingono a fare nuovamente chiarezza, diffondendo i numeri reali, aggiornati e verificati della diffusione del Covid-19 negli Istituti penitenziari.

Questa la situazione aggiornata a oggi tra le 53.658 persone ristrette (e non 62.000 come riportato): le situazioni di positività che attualmente riguardano le persone detenute sono 138 su tutto il territorio nazionale, 13 delle quali sono ricoverate in ospedale. La loro diffusione non è geograficamente omogenea, ma si concentra in alcune regioni – che coincidono con quelle in cui è maggiormente estesa la pandemia, come il Piemonte, il Veneto e la Lombardia – e in alcuni specifici Istituti, come quelli di Torino e di Verona, in cui nelle settimane scorse si sono evidenziati alcuni focolai specifici. Tuttavia, da alcuni giorni i loro valori si sono stabilizzati. Sono, invece, dieci le regioni in cui non si registra alcun caso di positività (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), oltre che nella Provincia autonoma di Bolzano.

Tra il personale penitenziario, i casi di positività si attestano attorno ai 230 nei 190 Istituti. Un numero alto, ma anch’esso stabilizzato da qualche tempo.

Naturalmente, ciò non deve far abbassare il livello di guardia. Al contrario, va mantenuta alta l’attenzione per tutelare tutti: chi vive in carcere, chi vi lavora, e la comunità esterna a cui le persone detenute torneranno una volta scontata la loro pena.

Il Garante nazionale prosegue nel suo compito di monitoraggio costante delle condizioni di tutela della salute in carcere e di rispetto dei diritti di tutti, in collaborazione con l’Amministrazione penitenziaria, con la rete del Garanti territoriali e con le realtà del Terzo settore. Testimonianza del suo impegno di aggiornamento su tale situazione, in un’ottica di trasparenza, è il bollettino pubblicato ogni martedì e venerdì. Il Garante nazionale continua anche le sue visite ai luoghi di privazione della libertà, tanto più necessarie oggi, in una fase in cui tali luoghi sono maggiormente isolati.

 

 

17 aprile 2020
Incontro del Garante nazionale con l'Ufficio di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere

Roma, 17 aprile 2020 - Questa mattina il Presidente Mauro Palma e Daniela de Robert, Componente del Garante nazionale, si sono recati all’Ufficio di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere per incontrare il Coordinatore dell’Ufficio, Giuseppe Provitera, e il magistrato Marco Puglia.

Al centro dell’incontro l’impegno dell’Ufficio di sorveglianza nell’accertamento dei fatti riportati da più fonti relativamente a maltrattamenti, che sarebbero stati compiuti nei confronti di persone detenute a seguito di una manifestazione di protesta e di una successiva perquisizione straordinaria.

Il Garante nazionale ha preso atto del forte e immediato impegno dell’Ufficio nell’accertamento dei fatti: unico interlocutore esterno a essere entrato nella struttura, effettuando visite non annunciate, in un caso anche notturna e ad aver avuto colloqui riservati con le persone che hanno subito tale perquisizione. Ciò ha permesso di verificare direttamente le loro condizioni e le modalità della loro detenzione al momento della visita, nonché di acquisire la documentazione degli eventi, inclusa quella relativa alla videosorveglianza. Tutto il materiale è stato trasmesso alla Procura per le proprie competenze di accertamento e indagine.

Il Garante, valutando particolarmente significativo l’intervento dell’Ufficio di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, ha deciso di non interferire con l’indagine con un proprio esposto, ma di mantenere attivo il confronto con l’Ufficio stesso, al fine di seguire l’evolversi dell’indagine.

La visita, oltre alla necessità di acquisire dirette informazione, ha avuto anche la finalità di testimoniare il pieno appoggio a quanto portato avanti dalla Magistratura di Sorveglianza sammaritana.

 

29 marzo 2020
Coronavirus: Garante nazionale, politica ascolti monito Papa

Roma 29 Marzo

''Oggi il Papa, parlando dell'emergenza nelle carceri, è andato all'essenza della persona. Ci ha voluto ricordare che le persone tutte hanno diritto che sia tutelata la loro salute''. Così il Garante nazionale delle persone detenute, Mauro Palma, commenta all'ANSA le parole di Papa Francesco all'Angelus. ''La società e le forze politiche, divise rispetto al tema dell'esecuzione penale, su posizioni più rigide o più aperte rispetto alle misure alternative - dice Palma - devono accogliere il monito di papa Francesco ed unirsi per cercare gli strumenti più adeguati per affrontare il rischio pandemia in carcere''.
''In questi giorni in cui l'opinione pubblica è sgomenta - dice il Garante - la figura del Papa riconnette il sociale diviso''. ''Ponendo l'accento sulla gravità dell'ingresso del virus in un mondo chiuso, del rischio per chi qui vive e lavora, della situazione esplosiva negli istituti di pena - conclude Palma - il Papa ha voluto ricordare che anche il carcere è parte di tutti noi e della società nella sua complessità''.

23 marzo 2020
Il Garante nazionale delle persone private della libertà: apprezzamento per le parole del Capo dello Stato sul carcere

Roma, 23 marzo 2020 - “Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai detenuti degli Istituti di Venezia, Padova e Vicenza che si erano a lui rivolti, sono la conferma della forte e costante attenzione del Capo dello Stato verso la situazione delle carceri. Ancor più oggi, nei tempi del Covid-19, in cui la privazione della libertà si aggiunge all’ansia e alle limitazioni che tutti i cittadini stanno vivendo.

Con la sua lettera al quotidiano “Il Gazzettino”, il Presidente Mattarella esprime la consapevolezza della difficoltà vissuta in «strutture non sempre adeguate a garantire appieno i livelli di dignità umana», l’apprezzamento per il gesto di solidarietà di detenute e detenuti e la vicinanza a tutto l’insieme di persone che ruotano all’interno di questi mondi chiusi: non solo chi vi è ristretto, ma anche chi quotidianamente vi lavora, esercitando un compito a servizio della collettività.

Il Garante nazionale vede nelle parole del Presidente un autorevole e importante sostegno a far sì che il sistema detentivo del nostro Paese sia, per numeri e per risorse, in grado di affrontare l’impatto che il diffondersi dell’epidemia potrebbe avere su di esso”.

23 marzo 2020
Il Cpt e il trattamento delle persone private della libertà di fronte al Covid-19

Consiglio d'Europa Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) CPT/Inf(2020)13
 
Principi relativi al trattamento delle persone private della libertà personale nell’ambito della pandemia del coronavirus (COVID-19) pubblicato il 20 marzo 2020
 
 
La pandemia del coronavirus (COVID-19) si è rivelata una prova di carattere eccezionale per le autorità degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Ciò comporta una sfida specifica ed intensa per il personale che opera nei vari luoghi di privazione della libertà personale quali i commissariati di polizia, gli istituti penitenziari e i servizi psichiatrici, i centri di detenzione per migranti, le residenze per persone con disabilità o anziane cosìcome le zone di confinamento recentemente istituite per le persone poste in quarantena. Pur riconoscendo la chiara necessità di adottare misure decise per combattere il COVID-19, il CPT sente il dovere di rammentare a tutti gli attori coinvolti la natura assoluta e cogente del divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti. Le misure precauzionali adottate dalle autorità non devono mai giungere a configurare trattamenti inumani e degradanti delle persone private della libertà personale. Il CPT ritiene che tutte le autorità competenti nell’ambito del Consiglio d’Europa debbano attenersi ai seguenti principi:
 
1) Il principio di base deve essere quello di adottare ogni possibile misura per la protezione della salute e della sicurezza di tutte le persone private della libertà personale. L’adozione di tali misure contribuisce a preservare di conseguenza la salute e la sicurezza del personale.
 
2) Le linee guida dell’OMS sulla lotta contro la pandemia così come quelle emesse dalle autorità sanitarie nazionali e di natura clinica in ottemperanza con gli standard internazionali devono essere rispettate e pienamente messe in atto in tutti i luoghi di privazione della libertà personale.
 
3) La disponibilità di personale deve essere rinforzata e il personale stesso deve ricevere tutto il sostegno professionale possibile così come le misure protettive di salute e sicurezza nonché la formazione necessaria per continuare ad adempiere al proprio compito nei luoghi di privazione della libertà personale.
 
4) Ogni misura restrittiva adottata nei confronti di persone private della libertà personale atta a prevenire la diffusione del COVID-19 deve avere una base legale e rispettare i criteri di necessità, proporzionalità, rispetto della dignità umana e limitazione temporale. Le persone private della libertà personale devono ricevere un’informazione completa in una lingua a loro comprensibile a riguardo di tali misure.
 
5) Poiché lo stretto contatto personale contribuisce alla diffusione del virus, le autorità devono concentrare i propri sforzi sul ricorso a misure alternative alla privazione della libertà personale. Tale approccio assume una natura imperativa in particolare in situazioni di sovraffollamento carcerario. Inoltre, le autorità competenti dovrebbero esercitare un ricorso maggiore a misure non detentive quali le alternative alla custodia cautelare, la commutazione della pena, la liberazione condizionale e la messa alla prova; il riesame dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO), la dimissione o sistemazione di residenti di strutture per persone con disabilità o anziane nella comunità esterna. Inoltre, occorre evitare per quanto possibile la detenzione dei migranti.
 
6) Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, un’attenzione speciale viene richiesta nei confronti dei bisogni specifici delle persone detenute con un particolare riguardo verso quei gruppi vulnerabili o a rischio come le persone anziane e con patologie mediche preesistenti. Ciò include tra le altre cose, lo screening preventivo del COVID-19 e l’accesso ai reparti di terapia intensiva ove necessario. Inoltre, le persone detenute dovrebbero poter ricevere un’assistenza psicologica da parte del personale in tali circostanze.
 
7) Pur essendo legittimo e ragionevole sospendere le attività non essenziali, i diritti fondamentali delle persone private della libertà personale durante il periodo di pandemia devono essere pienamente rispettati. Ciò include in particolare il diritto di mantenere un adeguato livello d’igiene personale (incluso l’accesso all’acqua calda e ai detergenti personali) e il diritto d’esercizio all’aria aperta giornaliero (della durata di almeno un’ora). Inoltre, ogni restrizione ai contatti con il mondo esterno, inclusi i colloqui visivi, deve essere compensata da un accesso maggiore a forme di comunicazione alternative (come il telefono o Voce tramite protocollo internet o VoIP).
 
8) In caso d’isolamento sanitario o di messa in quarantena di una persona detenuta alla luce di un presunto o reale contagio al virus SARS-COV-2, alla persona in questione deve essere assicurato un contatto umano a livello personale su base giornaliera.
 
9) Le tutele giuridiche particolari per la prevenzione dei maltrattamenti di persone in custodia delle forze dell’ordine (l’accesso a un avvocato, l’accesso a un medico e la notifica delle detenzione a una terza persona) devono essere pienamente rispettate in ogni circostanza e momento. Misure di precauzione (come l’obbligo per persone sintomatiche di portare una mascherina) possono essere appropriate in tali circostanze.
 
10) Il monitoraggio dei luoghi di privazionde della libertà personale da parte di organi indipendenti, quali i meccanismi di prevenzione nazionale (NPM) e il CPT, rimane una tutela fondamentale per la prevenzione dei maltrattamenti. Gli Stati devono pertanto continuare a garantire l’accesso agli organi di monitoraggio in tutti i luoghi di privazione della libertà personale inclusi quelli in cui le persone vengono messe in quarantena. Spetta tuttavia agli organi di monitoraggio di adottare ogni precauzione in ottemperanza del principio “primum non nocere”, in particolare nei confronti di persone anziane o con patologie mediche preesistenti.

21 marzo 2020
Messaggio del Garante nazionale alla popolazione detenuta

Appello del Garante nazionale Mauro Palma ai detenuti

Roma, 21 marzo 2020 - «Le misure restrittive adottate per contenere il dilagare dell’epidemia pongono, tra le altre, anche una grande difficoltà ai detenuti perché non potranno ricevere le visite dei propri congiunti». Lo dichiara Mauro Palma che rivolge un appello alla popolazione detenuta:

«Mi rivolgo proprio a voi detenuti per dirvi che capisco la vostra contrarietà, ma vi assicuro che si stanno ampliando tutte le possibilità di comunicazione con i vostri cari, anche dotando gli istituti di telefoni cellulari disponibili, oltre che di mezzi per la comunicazione video.

Tutti noi garanti, nazionale e locali, controlleremo che queste possibilità siano effettive. E siamo disponibili a spiegare negli Istituti che questa situazione è una necessità per difendere la salute di tutti: la vostra, quella dei vostri cari e di chi in carcere lavora e anche di tutti noi».